C'è un motivo se la cancellazione del proprio account dovrebbe essere sempre disponibile

Io sono un fiero sostenitore della capacità di un cliente di eliminare la propria sottoscrizione ad un determinato servizio. Justdelete.me è sicuramente un aiuto ma il problema principale è la volontà del provider del servizio di concedere l'eliminazione dell'account al cliente. Molti lo permetto semplicemente tramite un pulsante, altri richiedono dei giri assurdi: richiesta scritta, fax, telefonate e altri proprio non lo permettono. A mio avviso il modo giusto di procedere è ovviamente quello di permettere all'utente l'eliminazione completa dell'account, tutto quello che riguarda il cliente deve essere eliminato dal database, tramite un semplice menù nel pannello di configurazione. Come conferma basta richiedere la password e magari una mail di conferma, dopodiché bye bye. 😀 Il motivo/i per cui questa procedura dovrebbe sempre essere implementata è molto semplice. L'aspetto della sicurezza è sicuramente il più importante. Anche se non utilizziamo un determinato servizio (forum/mail/web app/ ecc.) l'account rimane, e anche le credenziali per l'accesso rimangono nel database. Aspettano solo che qualcuno faccia un bel dump del database e si porti via mail, hash e salt.1 I più smaliziati avranno sicuramente credenziali diverse per ogni account, ma il 99% delle persone sicuramente no. Proprio l'altro giorno mi è arrivata una notifica

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Sicurezza online: la responsabilità cade sempre sugli utenti finali?

La settimana scorsa, parlando con gli amici, è saltata fuori questa questione: la sicurezza online. Come tutti sapete internet offre grandi benefici, tuttavia il pericolo è sempre dietro l'angolo. E per quanto mi sia difficile concepire ci sono ancora moltissimi individui che cascano come polli alle più banali trappole. In quest'occasione però vorrei spostare l'attenzione su un altro argomento, al di fuori di phishing e truffe in generale. La sicurezza online è solo una responsabilità dell'utente finale? Io dico di no, e spero che la maggioranza sia d'accordo con me. Molto spesso sempre su internet troviamo articoli e dépliant informativi riguardanti la sicurezza, ma tutte quelle regole d'oro offerte vengono annichilite quando l'anello debole, invece di essere l'utente, è colui a cui diamo le nostre informazioni. Dobbiamo pensare che ogni volta che ci registriamo su qualche sito e inseriamo la nostra mail, password e i nostri dati personali queste informazioni finiscono dirette su un database. Se questo database è vulnerabile perchè il gestore del servizio presta poca attenzione alla sicurezza non c'è articolo sulla sicurezza che possa salvarci. La colpa non è di certo nostra, però intanto i nostri dati sono in mano a persone non autorizzate, ancora peggio se

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Tim Young: largo ai giovani

Premetto che non sono mai stato uno di quelli che sputa centinaia di SMS al giorno, anzi tutt'altro ne invio pochissimi. La mia filosofia, fino a poco fa, era molto semplice: evitare il più possibile di inviare SMS, perchè andare a spendere soldi quando posso avere accesso a mail, MSN, skype, facebook, twitter e chi ne hai più ne metta? Tutto questo era vero finchè non ho preso uno smartphone Android, ormai anche i sassi sanno che senza internet Android non è altro che un bel pezzo di soprammobile. Su consiglio di un amico mi sono informato sulle attuali offerte TIM e le ho trovate davvero interessanti rispetto alla concorrenza. Io sono cresciuto nella convinzione che TIM fosse roba da vecchi, mentre Vodafone aveva le sue radici nei giovani. Convinzione sbagliata, anzi sbagliatissima. Questo mio amico mi fa: "Passa a TIM, TIM6 Limited Edition + Tim Young ed in più hai il raddoppio delle ricariche per 1 anno". Corro a vedere e noto che l'offerta TIM Young prevede per 6€ al mese 1024 MB di traffico dati su APN wap.tim.it e ibox.tim.it ( voi impostate il secondo 😀 ) e 1000 SMS al mese gratis, suddivisi in questo modo: 700

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DynDNS e QNAP, il matrimonio perfetto

Si Si, avete ragione, matrimonio perfetto è fin troppo esagerato. D'altro canto la cosa funziona perfettamente anche con altri servizi di hosting dinamico, come no-ip.org. Solitamente però DynDns è uno di quei servizi che ha di fatto il monopolio, lo si trova implementato in moltissime periferiche hardware, tra cui router e NAS. I QNAP solitamente offrono la possibilità di accedere a uno di questi servizi: http://www.no-ip.com/ http://www.dyndns.org/ http://update.ods.org/ http://www.dhs.org/ http://www.dyns.cx/ http://www.3322.org/ Aprire la finestra che da sul Web è estremamente semplice. Basta infatti registrarsi a uno di questi servizi ed in seguito impostare l'aggiornamento dell'IP sul NAS o sul Router, la cosa è indifferente. Per creare l'account free potete tranquillamente seguire questa guida, oppure questa ( QNAP wiki ). Potete scegliere tra vari domini di secondo livello, ad esempio dyndns.org, dyndns-free.com, dyndns-home.com, ecc.. Sceglietene uno, tanto uno vale l'altro. Una volta terminato il procedimento di registrazione e attivazione dell'host entrate nel pannello di configurazione del vostro QNAP e andate in Amministrazione di sistema -> Impostazioni Rete -> DDNS. Mettete la spunta su Attiva servizio DNS dimanico, scegliete il servizio DynDNS e inserite il nome dell'account con la quale vi siete registrati, relativa password e il nome dell'host che avete scelto.

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Qualche considerazione su pyLoad

Nel post precedente ho spiegato come installare pyLoad, nello specifico su un NAS QNAP. Il programma tuttavia può essere installato su qualunque server domestico avente come OS win, mac o linux. Potreste installarlo anche sul router se utilizzate openWRT o simili. Già da questo si può capire che è uno strumento molto flessibile e potente. In più, dopo qualche giorno di utilizzo, debbo dire che si comporta egregiamente. L'interfaccia web è molto ben fatta e semplice da usare, dopo qualche smanettamento se ne capiscono subito tutti i segreti, oltre a questo, sfrutta anche l'AJAX per una consultazione più rapida ed intuitiva. Il demone pyLoad poi non è per niente vorace di risorse, nè CPU nè memoria RAM. Ovviamente il momento più duro per il serverino domestico è la procedura di unrar o unzip, facilmente disattivatile dal menù di configurazione C'è tuttavia qualche problema. Il primo è legato alla remote GUI scritta in python per Windows. Nella fortunata ipotesi di instaurare una connessione tra client e server, questa applicazione divorerà la vostra CPU, portandola ad un utilizzo costante del 50% ( anche se il programma è apparentemente in IDLE ). Questo con Windows 7 x64. Oltre a questo c'è il fattore

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L'inesorabile morte dei link

Tra le tantissime cose che ti fanno imbestialire mentre stai navigando ( pop-up, audio che partono a random, ecc. ) ci sono anche i cosiddetti broken link, che con tantissima fantasia vengono tradotti in italiano link rotti. 😀 Poco fa ho installato il plugin per WordPress Broken Link Checker questo esegue una scansione di tutti i link presenti nel database e ne verifica l'integrità. Mi sono davvero sorpreso quando alla fine del processo di analisi mi sono trovato tra le mani 60 "link rotti" sparsi in vari post. Ovviamente questo non dipende da me, tuttavia è una cosa davvero fastidiosa, che sfortunatamente può capire parecchie volte. Se avete WordPress il mio consiglio è quello di installare questo plugin, almeno vi renderete conto del problema e, sempre se ne avete voglia :D, potrete in qualche modo rimediare. 😉    

YouTube e HTML5

Questo post ero sicuro di averlo già scritto in passato, però non era così. 😀 Con l'introduzione al supporto HTML5 da parte dei maggiori browser ( Chrome, Opera, Firefox, ... ), YouTube ha iniziato a convertire i video hostati con codec WebM. Soluzione interessante, anche se ancora in modalità beta. Godetevela. 😉

IE9 on Windows Update

Piccola news di routine. Dal 21 marzo 20111 Internet Explorer 9, il nuovo browser di casa Microsoft, sarà disponibile anche da Windows Update ( immagino come aggiornamento facoltativo ). I giorni scorsi non ho dato nessun peso al rilascio di questo browser, anche se ha totalizzato più di 2 milioni di download in 24. Risultato che non considero tanto positivo, basti pensare che Opera 11 ha incassato 6,7 milioni di download nei primi due giorni, e badate bene, stiamo parlando di Opera, un browser che arriverà al 5% di share. Firefox invece si è beccato il guinness world record con più di 8 milioni. Ad ogni modo, per me si tratterà sempre del classico IE nonostante il numero che ci stia dietro. Ad IE applico la seguente filosofia: "se lo conosci, lo eviti". 😀 I più "coraggiosi" lo possono trovare a questo indirizzo. 😉 UPDATE 2011/04/01 10.55 Mi correggo, IE9 sarà disponibile su Windows Update solo a fine giugno. Su Windows Update erano disponibili solo le RC ormai soppiantate dalla versione definitiva. Trovate il web installer al link sopra. 😉 UPDATE 2011/04/06 10.08 Ok... mi ricorreggo, spero non diventi un'abitudine. Ora IE9 è disponibile da Windows Update, nel mio caso

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Sfogo-Incazzatura su Libero ADSL

Vicende che hanno dell'assurdo, e che ovviamente solo in Italia possono capire. Vediamo di spiegare. Prima del 23 gennaio 2011 io ero abbonato a Libero ADSL Flat 7 Mega, con un tipo di abbonamento vecchio però, infatti io pagavo al mese 29.95€. Ovviamente 7 Mb/s ( sottolineo che sono MegaBIT!!! ) è la banda teorica, io ottenevo un po' meno e mi attestavo sui 6.5 Mb/s. Però da un po' di tempo è presente la stessa offerta, quindi la 7 mega, a 19.95€ al mese. O sono coglione io, e pago 10€ in più alla cazzo di cane al mese, o passo all'offerta da 19.95€ al mese e ottengo la medesima banda. Ecco quindi che il 22 gennaio chiamo l'assistenza clienti e mi faccio fare il passaggio dal mio vecchio abbonamento a quello nuovo. Con piacere noto che ci vogliono 35€ per fare lo switch. Ci penso su un nanosecondo e accetto, dato che nel giro di 2-3 mesi li recupero, pagando 19€ al posto di 29€. Ovviamente la "tipa" dell'assistenza mi assicura dicendomi che a me non cambia nulla, l'unica variazione è sulla bolletta bimestrale. Peccato che sia una BALLA enorme. La giornata del 23 la linea sparisce misteriosamente

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Opera 11.00: eccola che arriva la grande O

Nella giornata di ieri la norvegese Opera Software ha rilasciato l'undicesima versione del noto browser Opera. Sebbene Opera ricada in un settore abbastanza di nicchia nel mercato dei browser ( si parla di 2-3% ), questa ultima release ha fatto dei passi da gigante rispetto alla 10.63. Proprio dal numero della versione si capisce che Opera ha incrementato di uno il contatore della "major version", operazione da me condivisa al 100%. Vediamo i motivi. Il browser Opera è stato il primo ad introdurre la navigazione a tab, che ora ritroviamo su tutti i browser più famosi. Con questa versione però Opera è andata oltre, la nuova feature "tab stacking" è rivolta soprattutto agli smanettoni, coloro che non curanti aprono una moltitudine di tab ( tanto da non riuscire nemmeno più a leggere il nome delle scheda da quanto sono ravvicinate ). Una funzionalità che farà comodo a molti utenti, me compreso. 😉 Ovviamente non finisce qui. In questa versione finalmente Opera ha dato alle mouse gestures un po' di visibilità, funzione che era presenti si nelle versioni precedenti ma nascosta nei meandri delle impostazioni. Ora semplicemente tenendo premuto il tasto sinistro del mouse ci compare un simpatico menù che ci

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