Posts Tagged “Guide”

Effettuare il boot da USB non è un opzione nativa di VMware Workstation ( almeno nella versione attuale 7.1.4 ), per fare questo è possibile utilizzare un piccolo workaroud. Scaricate Plop Boot Manager da questo indirizzo e scompattate il file .iso presente nell'archivio. Ora impostate la macchina virtuale in modo da fare il boot da iso, selezionando ovviamente la iso appena estratta.
Prima di avviare la macchina virtuale entrate nei settaggi della macchina virtuale, nella sezione "USB Controller" e mettete la spunta su "Show all USB input devices". Ora avviate la macchina e vi comparirà un nuovo boot menù, in cui è presente la voce USB.
Buona virtualizzazione
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La Sony farà pur dei computer dal design molto accattivamente, ma quando si parla di driver le cose prendono improvvisamente una piega diversa. Sony diffonde i driver per i prodotti VAIO sotto forma di eseguibili. Questi installano praticamente tutto, driver + software. Ed io che sono un patito dell'installazione manuale ho le mani legate. Questi setup non sono scompattabili con il classico WinRAR o 7-zip, e non si può accedere facilmente ai file dei driver contenuti.
Durante l'installazione i file vengono automaticamente scompattati nella cartella Temp in AppData. Ma ormai il setup è completato, e poco importa avere i driver se tutto è stato installato.
Esiste tuttavia un metodo. Basta utilizzare questo software: Universal Extractor, disponibile in versione install e binary.
L'utilizzo è semplicissimo. Avviate il programma e selezionate l'exe del driver da scompattare.

Date Ok, e selezionate WUN Unpacker ( Scompattatore WUN, in italiano ).

Vi comparirà una cosa del genere, attendete ed a fine processo avrete una cartella con i singoli file al posto del setup. Ora potrete installare tutti i driver manualmente.

Mi spiace Sony... per oggi ho vinto io.
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Scritto da Andrea Giacomin in Guide / Rece, tags: Guide, Hacks, Howto, Rete, Seven, VBScript, Vista, Wifi, Windows, XP

Qual'è la cosa che al giorno d'oggi su un computer non ne possiamo proprio fare a meno? Sbagliato... non è Facebook. Si tratta ovviamente della rete. Chi fa uso di dispositivi portatili: come laptop, conosce il disagio causato dal trovarsi connesso ad una rete con i parametri TCP/IP errati, perchè riferiti ad un'altra rete. E il DHCP in molti casi non ci toglie questo problema dal groppone. Se ci serve un IP statico preciso o il DHCP è configurato a regola d'arte oppure non ce ne facciamo niente.
Pensate a quei 2 minuti persi per entrare nel menù della scheda di rete e modificare IP, gateway, DNS. Ebbene io ora vi dico che tutto questo sta per finire
Premetto che esistono moltissimi programmi che creano profili per le schede di rete ( ad esempio Intel Proset/Wireless ). Ma voi sapete quanto io sia riluttante ad installare software inutile che funzioni ininterrottamente in background quando il sistema operativo ci dà nativamente tutti gli strumenti per risolvere il problema.
Quindi ecco due soluzioni. L'una vale l'altra. La prima è una soluzione basata su VBScript. Per l'occasione ho rispolverato le mie conoscenze su questo linguaggio di scripting. L'altra invece si basa su netsh, un'utilità di sistema, disponibile dalla cmd di Windows. Vediamole:
VBScript is the way!!!
L'archivio rar che trovate qui sotto contiene due file vbs, dhcp.vbs e static.vbs. Prima di eseguirli dovete ovviamente impostare i parametri desiderati.
dhcp-and-static-vbs-script - File .rar di dimensioni 1.48 kB e scaricato 219 volte.
La prima cosa che vi serve è il nome della scheda di rete a cui applicare lo script. Questo lo potete trovare in "Pannello di controllo -> Centro di connessioni di rete e condivisione -> Modifica impostazioni scheda ( menù a sinistra )". Prendete il nome corretto, come nella foto. Lo script funziona con il nome della scheda di rete, non con quello della connessione.

Apriamo il file dhcp.vbs con un editor di test qualsiasi ( Notepad++, non mi stuferò mai di far pubblicità a questo software ) ed inseriamo il nome della scheda al posto di "HERE THE NAME" in questo blocco:
' EDIT THIS VALUE IF YOU WANT TO CHANGE NETWORK CARD NAME
dim interfaceName
interfaceName = "HERE THE NAME" ' network card's name
Il DHCP è ok. Passiamo ora al file static.vbs.
Qui dovremmo inserire, nome scheda, indirizzo ip, subnet mask, gateway, DNS ( primario e, opzionale, il secondario ).
' EDIT THESE VALUES IF YOU WANT TO CHANGE NETWORK CARD SETTINGS
dim interfaceName, strIPAddress, strSubnetMask, strGateway, strGatewayMetric, strDNS
interfaceName = "HERE THE NAME" 'network card's name
strIPAddress = Array("192.168.1.2") ' ip address
strSubnetMask = Array("255.255.255.0") ' subnetmak
strGateway = Array("192.168.1.1") ' gateway address
strGatewayMetric = Array(1) ' don't touch
strDNS = Array("212.216.112.112", "208.66.222.222") ' dns address array
Facendo doppio click sul file dhcp.vbs la scheda di rete da voi scelta sarà impostata su modalità DHCP ( IP e DNS ). Un popup vi confermerà che il dhcp è stato attivato.
Il secondo file, static.vbs, una volta eseguito imposterà la scheda su IP statico. Anche in questo caso sarete notificati da un popup sull'effettiva modifica.
Per gestire più reti vi basterà salvare lo stesso file con parametri diversi. Con un semplice doppio click varierete le impostazioni della scheda di rete secondo le vostre esigenze.
I due script dovrebbero funzionare anche su Windows XP e Windows Vista.
netsh, un po' meno geek ma ugualmente efficace
Oltre agli script vbscript che ho creato, i parametri delle schede di rete si possono modificare utilizzando i comandi netsh. Dato che per effettuare un settaggio completo dovremmo dare più comandi netsh, per velocizzare l'operazione utilizzeremo un file batch ( estensione .bat ).
Creiamo quindi un file chiamandolo ad esempio dhcp-wifi.bat e all'interno scriviamo le seguenti stringhe:
netsh interface ipv4 set address name="Connessione rete wireless" source=dhcp
netsh interface ipv4 set dns name="Connessione rete wireless" source=dhcp
netsh set wins name="Connessione rete wireless" source=dhcp
IMPORTANTE: A differenza dello script da me scritto, netsh vuole il nome della connessione, e non quello della scheda.

Per configurare la scheda in modalità statica creiamo un file static-wifi.bat ( ad esempio ) e scriviamo:
netsh interface ipv4 set address name="Connessione rete wireless" source=static addr=192.168.1.5 mask=255.255.255.0 gateway=192.168.1.1 gwmetric=0
netsh interface ipv4 set dns "Connessione rete wireless" static 193.70.152.25 Primary
netsh add dns "Connessione rete wireless" addr=208.67.222.222 index=2
Quello sopra è un esempio, inserite i vostri valori di ip, mask gateway. Il secondo comando associa all'indirizzo 193.70.152.25 il DNS primario ( Libero DNS, in questo caso ), mentre il terzo comando inserisce un indirizzo DNS secondario ( OpenDNS ).
Anche qui, doppio click ed il gioco è fatto.
Spero di esservi stato utile, e di avervi fatto risparmiare tempo.
P.S.
La voglia di trovare una soluzione a questo "problemuccio" mi è nata dopo un'incazzatura. Ogni volta che sposto il portatile mi toccava sta lì a modificare tutti i parametri. Una cosa insopportabile.
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Ok, passando all'HTTPS il liveheader per la riconnessone di JDownload non funziona. Necessita subito una soluzione. Ed eccola qui, sotto forma di script perl.
PREREQUISITI: Come prerequisito è necessario l'interprete Peal, scaricabile gratuitamente a questo indirizzo. Se siete utenti Linux perl dovrebbe già essere nel vostro parco software. Prima di eseguire lo script controllate di avere il modulo "Crypt::SSLeay" installato. Se vi manca utilizzate il perl package manger per recuperarlo ed installarlo.
Lo script semplicemente invia una richiesta di disconnessione al router, attente 5 secondi ed effettua una riconnessione. Se avete IP dinamico questa è una cosa abbastanza carina, poichè vi permette di scaricare dai vari servizi di hosting senza attendere minuti od ore perchè il limite massimo è stato raggiunto.
Detto questo lo script è nativo per il router Linksys WRT54GS con firmware non originale HyperWRT Thibor. Tuttavia, data la somiglianza tra il firmware originale e quello custom, che io utilizzo, dovrebbe funzionare senza problemi.
Una volta scaricato il file .pl è necessario modificarlo con un editor di testo e modificare le 3 righe successive al commento "EDIT THESE VALUES".
# EDIT THESE VALUES!!!
my $adr='https://192.168.0.1/apply.cgi'; # router ip address
my $user='admin'; # router admin account
my $pass='yourpassword'; # router admin password
Inserite l'indirizzo IP del vostro router ( lasciando /apply.cgi ) e la password di amministrazione. Piazzate il file all'interno della cartella di JDownloader e avviate quest'ultimo.
Nella sezione "Impostazioni->Riconnessione" e nella tab esterno impostate il comando per avviare lo script. Sarà qualcosa del tipo "perl path-dello-script" ( vd. immagine sotto ). Cancellate l'eventuale liveheader presente nella tab precedente. Ora per ogni riconnessione JDownloader eseguirà lo script.

Qui sotto il link per il download:
linksys-wrt54gs-hyperwrt-reconnection-script - File .rar di dimensioni 893 bytes e scaricato 136 volte.
Ci tengo a sottolineare che lo script non è un esclusiva JDownloader. E' possibile sfruttarlo anche in altri modi, a seconda delle necessità.
P.S.
Finalmente! Dopo aver scritto questo post per ben tre volte è online!
UPDATE 23/06/2011
Ho notato che non serve nemmeno scrivere perl davanti al path. Basta selezionare il file .pl tramite il pulsantino "Seleziona".
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L'altro giorno ho scritto un post riguardo Froyo su Viewpad10 e devo dire che sono rimasto fortemente deluso dal fatto che Android Market non sia integrato, anche se si tratta di un porting x86. Android senza market è un po' come la pizza senza pomodoro e mozzarella. Sostanzialmente non ha ragione di esistere. E sul progetto Android-x86 è ben specificato che il market non è supportato ( a questo punto potete anche chiudere bottega a darvi all'ippica ).
Anche se su tutte le furie ho continuato la mia ricerca, ed alla fine ho trovato un modo per portare il market e le applicazioni sul Viewsonic Viewpad10. Ecco come fare quindi:
DISCLAIMER: questo metodo non è supportato ufficialmente e quindi potrete imbattervi in alcune applicazioni ( Opera, Google Earth, Elkido, ecc ) che potrebbero non funzionare su piattaforma x86. Quindi evitate di acquistare prodotti che potenzialmente potrebbero non essere compatibili.
ALTRO DISCLAIMER: ricordo che questa guida ed i file in essa contenuti funzionano solo con Viewpad10 e con la relativo update ad Android 2.2:
Metodo 1: ho fatto tutto io
Scaricate questo file ( sono 300MB ) e sovrascrivete il file system.sfs nella pendrive USB in cui avete caricato l'iso di Android 2.2. Installate Android e al successivo avvio avrete a disposizione il market e le varie GApps.
Metodo 2: fate tutto voi
Vi servirà una distribuzione linux ( preferibilmente Debian o Ubuntu ) sia essa una live o insatallata.
- Scaricate questi file. Uno, Due, Tre. Per scaricare il primo file dovrete fare una registrazione gratuita a 4shared. Lo so è un pacco, ma non li ho messi io. Vi sembro così idiota?!
- Piazzate il primo file scaricato in una cartella chiamata "system".
- Installate squashfs-tools con un semplice comando apt.
sudo apt-get install squashfs-tools
- Dal software center di Ubuntu installate "Furius ISO Mount Tool". Se siete su Debian lo dovreste trovare nei repository ufficiali ( almeno spero
).
- Aprite Furius e tramite il tasto sfoglia selezionate il file system.img ( nella cartella system ). Appena sotto selezionate "Loop" e poi "Monta".
- Nella home vi apparirà un punto di mount system, entrateci ( per bypassare i privilegi da un terminale date sudo nautilus e usate quest'ultimo per effettuare le prossime operazioni ). Premete Ctrl + H per visualizzare i file nascosti e cancellate entrambi i file "build.prop". Al posto di quei due mettete il file build.prop scaricato sopra. Poi scompattate l'archivio gapps.tar e copiate tutti i file nelle relative cartelle all'interno del drive creato da Furius.
- Smontate l'immagine e chiudete Furius.
- Aprite un terminale e date il comando:
mksquashfs (fate un drag and drop della cartella system) system.sfs
- Date invio e questo vi genererà un file system.sfs da circa 300MB ( come quello che ho uploadato io ).
- Ora vi basterà prendere il file e buttarlo nella chiavetta USB in cui avete messo l'upgrade ad Android 2.2.
Buona installazione e godetevi il market.
Sorgente: androidtablets forum
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Rimuovere i driver installati manualmente non è così semplice quanto sembri. Se mai dovesse capire di rimuovere un driver non potremmo fare affidamento sul tasto "Disinstalla" che troviamo in gestione periferiche. Questo infatti non farà altro che dissociare alla periferica il suo driver. Alla successiva scansione hardware il sistema operativo riassocerà il medesimo driver, proprio perchè il driver non viene cancellato dal sistema, ma si trova ancora nella cartella Windows.
 Disinstallazione da Gestione periferiche
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Si Si, avete ragione, matrimonio perfetto è fin troppo esagerato. D'altro canto la cosa funziona perfettamente anche con altri servizi di hosting dinamico, come no-ip.org. Solitamente però DynDns è uno di quei servizi che ha di fatto il monopolio, lo si trova implementato in moltissime periferiche hardware, tra cui router e NAS. I QNAP solitamente offrono la possibilità di accedere a uno di questi servizi:
- http://www.no-ip.com/
- http://www.dyndns.org/
- http://update.ods.org/
- http://www.dhs.org/
- http://www.dyns.cx/
- http://www.3322.org/
Aprire la finestra che da sul Web è estremamente semplice. Basta infatti registrarsi a uno di questi servizi ed in seguito impostare l'aggiornamento dell'IP sul NAS o sul Router, la cosa è indifferente.
Per creare l'account free potete tranquillamente seguire questa guida, oppure questa ( QNAP wiki ). Potete scegliere tra vari domini di secondo livello, ad esempio dyndns.org, dyndns-free.com, dyndns-home.com, ecc.. Sceglietene uno, tanto uno vale l'altro.
Una volta terminato il procedimento di registrazione e attivazione dell'host entrate nel pannello di configurazione del vostro QNAP e andate in Amministrazione di sistema -> Impostazioni Rete -> DDNS. Mettete la spunta su Attiva servizio DNS dimanico, scegliete il servizio DynDNS e inserite il nome dell'account con la quale vi siete registrati, relativa password e il nome dell'host che avete scelto. Ad esempio casamia.dyndns-free.com. Infine mettete la spunta anche su Verifica automaticamente l'indirizzo IP esterno.
A questo punto il vostro QNAP sarà raggiungibile dall'host che avete scelto. Tuttavia se il NAS si trova dietro un router, questo fungerà da firerall e bloccherà tutte le richieste che provengono dall'esterno, rendendo il servizio inaccessibile. Per ovviare al problema dovrete effettuare un port forwarding. Entrate nel router e nella sezione che vi consente di effettuare questa operazione inserite le porte e i relativi servizi che volete aprire verso l'esterno. Solitamente i router vi chiedono come parametri: il nome della regola, l'indirizzo IP in cui effettuare il forward ( inserite l'IP del QNAP ), il numero della porta o un intervallo di porte e il protocollo ( voi usate il TCP ).
Questo è l'elenco delle porte utilizzate dal QNAP:
Table 1: Current open service ports on QNAP NAS
| NAS Services |
Default Port |
| Web-based system management |
8080 |
| FTP |
21 |
| Passive FTP |
55536~56559 |
| Web Server |
80 |
| Download Station (BitTorrent download) |
6881-6999 |
| Remote replication (Rsync) |
873 |
| Telnet |
13131 |
| SSH |
22 |
| SSL |
443 |
| SMTP |
25 |
| Samba |
445 |
| MySQL |
3306 |
| TwonkyMedia |
9000 |
Ovviamente non serve che le aprite tutte, per motivi di sicurezza aprite solo quella che realmente andrete ad usare. Io ad esempio ho aperto solo FPT e la porta per pyLoad.
Sempre per ragioni di sicurezza vi consiglio di impostare una password di amministrazione bella tosta, con una lunghezza superiore agli 8-10 caratteri e contenente i classici caratteri speciali e numeri. Oltre a questo utilizzare il sistema anti-flooding integrato nel QNAP che bannerà automaticamente un indirizzo IP dopo n tentativi di login errati. Potete trovare le impostazioni in Amministrazione di sistema -> Protezione -> Protezione accesso alla rete.
Questo è tutto.
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Oggi ho voluto passare da Download counter a WordPress download monitor. Entrambi sono due sistemi per monitorare i download effettuati su questo sito. Ovviamente è impossibile che io faccia qualcosa senza qualche intoppo. Probabilmente molto tempo fa istallai Download Monitor, la disinstallazione però ha lasciato dei residui nel db e ora l'ultima release non vuole proprio installarsi.
Ho sistemato cancellando manualmente i record della vecchia versione dal database. Per farlo accedete a phpmyadmin e ricercate questa stringa "wp_dlm" o date questo comando da terminale SQL:
SELECT *
FROM `Sql229546_2`.`wp_options`
WHERE (
`option_id` LIKE '%wp_dlm%'
OR `blog_id` LIKE '%wp_dlm%'
OR `option_name` LIKE '%wp_dlm%'
OR `option_value` LIKE '%wp_dlm%'
OR `autoload` LIKE '%wp_dlm%'
)
LIMIT 0 , 30
Tutti i record si trovano nella tabella wp_options, quella che si occupa di tenere traccia delle impostazioni del CMS e dei vari plugins installati. Selezionateli tutti e cancellateli. Per precauzione fate sempre un backup, sia di tutto il database sia dei record incriminati. Non fai mai male. 
Ora l'installazione della nuova versione non darà nessun problema.
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Sulla scia di questo post, scrivo ciò che segue. VMware sarà comodo, efficiente e tutto quel che si vuole, però ha un unico grande difetto: non è freeware. Per questo, coloro che dovessero trovarsi nella situazione di emulare un OS sporadicamente sceglierebbero senza ombra di dubbio Oracle VirtualBox.
Il semplice script che segue non fa altro che attivare VirtualBox e la sua interfaccia di rete. Questo programma a differenza di VMware non necessita di mille mila servizi attivi per funzionare.
Una volta scaricato il file vi basterà disattivare l'interfaccia di rete di VirtualBox.
'/*
' * This script starts ORACLE VirtualBox and NET interface.
' * Prerequisites for this script:
' * Modify: Disable "VirtualBox Host-Only Network" network interface
' *
' * written by Andrea Giacomin. http://www.badalis.it
' */
Lo script lo trovate qua sotto ed è stato testato sulla release 4.0.8.
virtualbox_StartStop - File .zip di dimensioni 1.14 kB e scaricato 154 volte.
Good Virtualization
UPDATE 26/05/2011 23.37
Per una semplice questione di estetica potete riporre lo script nella cartella di VirtualBox, in seguito creare un collegamento ( dello script ) sul desktop, o dove preferite. E dato che ci siete, potete dare al collegamento la stessa icona di VirtualBox da Proprietà -> Cambia icona. Diciamo che questo è un lavoretto di fino.
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Torno brevemente sull'argomento pyLoad. Come avevo fatto notare in questo post, il problema principale della tip version è il continuo numero di release che vengono rilasciate. Dato che pyLoad è un progetto comunitario, ci sono sempre degli utenti che modificano i sorgenti, per quanto piccole che siano le modifiche. Fortunatamente per noi, utenti finali, pyLoad utilizza il sistema di controllo delle versioni distribuite Mercurial. Con un comando quindi saremmo in grado di aggiornare facilmente pyLoad all'ultima versione.
Innanzitutto dovrete installare Mercurial da QPKG con il seguente comando:
$ ipkg install py26-mercurial
Ora andiamo in /opt ( un semplice link che porta alla cartella /share/HDA_DATA/.qpkg/Optware/, nel mio caso ) e creiamo una cartella per i sorgenti di pyLoad.
$ cd /opt
$ mkdir pyloadcore ( potete chiamarla come preferite )
$ cd pyloadcore
A questo punto usiamo lo strumento mercuriel per clonare i repository di pyLoad:
$ hg clone https://bitbucket.org/spoob/pyload
A download terminato, se è la prima volta che date questo comando, dovrete fare il setup come indicato nel mio vecchio post. Modificate anche lo script per l'autostart con il nuovo path e dovreste essere apposto. Se avevate un'installazione precedente la potete tranquillamente eliminare con:
$ rm -r <nome-cartella-pyload>
Quando vorrete aggiornare pyLoad basterà semplicemente andare nella cartella pyloadcore e dare i comandi:
$ hg pull
$ hg update
UPDATE 30/05/2011 15.30
Per velocizzare il processo di update create un file sh:
$ nano pyUpdate.sh
e inserite questo:
#Update pyLoad from mercuriel
python pyLoadCore.py --quit
hg pull
hg update
python pyLoadCore.py --daemon
Salvate ed ora vi basterà dare il comando sh pyUpdate.sh o ./pyUpdate.sh.
UPDATE 23/08/2011 - CRONTAB
Se siete utenti esperti e conoscete bene l'ambiente UNIX potete utilizzare cron per automatizzare l'aggiornamento. Quando avete lo script d'aggiornamento per le mani date questi comandi:
echo "0 3 * * * /PATH-SCRIPT" >> /etc/config/crontab
crontab /etc/config/crontab
/etc/init.d/crond.sh restart
Nel primo comando sostituite "/PATH-SCRIPT" con il vero path in cui è situato lo script ( nel mio caso /opt/pyloadcore/pyUpdate.sh ). Il secondo comando carica in crontab l'elenco delle attività e il terzo riavvia il servizio di scheduling. Per visualizzare tutte le attività date:
crontab -l
Se siete in grado di usare Vi potete semplicemente dare il comando:
crontab -e
Ora ogni giorno alle 3 di mattina viene tentato un aggiornamento di pyLoad utilizzando Mercurial. Se non sapete come funziona crontab usate il man.
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