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Per necessità ho dovuto installare VMware per virtualizzare un po’ di sistemi operativi. Voi però sapete benissimo che VMware per funzionare ha bisogno di un numero non trascurabile di servizi e processi attivi. Quindi ecco che VBscript ancora una volta ci viene in soccorso. ;)

Come base di partenza ho usato lo script presente in questa pagina, lo ho un po’ migliorato e ho aggiunto qualche funzione in più. Lo potete scaricare da questo indirizzo.

Installazione

Dopo averlo scaricato dovrete eseguire un paio di operazioni preliminari ( sono riportate anche in testa al file ):

‘ * This script first starts services for VMWARE, then starts VMWARE Workstation.
‘ * Once VMWARE stops, services are stopped and terminated again.
‘ * Prerequisites for this script:
‘ * Modify: Computer Management -> Services -> VMware USB Arbitration Service ->Startup Type:Manual
‘ * Modify: Computer Management -> Services -> VMware Nat Service ->Startup Type:Manual
‘ * Modify: Computer Management -> Services -> VMware DHCP Service ->Startup Type:Manual
‘ * Modify: Computer Management -> Services -> VMware Authorization Service ->Startup Type:Manual
‘ * Modify: Disable VMware Network Adapter VMnet1 network interface
‘ * Modify: Disable VMware Network Adapter VMnet8 network interface

Premete Win+R e scrivete “msconfig”, andate nella tab avvio. Togliete la spunta dalla voce “VMware Workstation”. Ora siete pronti per eseguire lo script con un semplice doppio-click.
Adesso ogni qualvolta dovrete avviare VMware vi basterà fare un doppio click sul file dello script e il programma si avvierà.

Spero di esservi stato utile. ;)

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Recentemente ho messo mani su un MacBook Pro e ho notato che il sistema delle gestures da touchpad è davvero intelligente e utile. Dentro di me quindi ho pensato: ma se sul mio Studio XPS 16 ( e anche gli Studio 15xx ) è presente un touchpad che supporta il multitouch, posso utilizzare le gestures?

La risposta è sì, il problema è che i driver Synaptic che si scaricano dal sito della Dell non supportano tale funzione. Il problema però è facilmente aggirabile scaricandoli direttamente dal sito della Synaptic, scaricate la versione per il vostro sistema ed installatela. Se avete già installati i driver forniti dalla Dell dovete prima di tutto rimuovere quelli, poi riavviare ed infine installare quelli nuovi.

Al riavvio successivo avrete a disposizione, dal Pannello di controllo -> Mouse ->  Impostazioni del dispositivo -> Impostazioni, il pannello di configurazione Synaptic da dove potrete impostare le vostre gestures. Le più comuni sono lo scroll con due dita, il pinch to zoom, la rotazione, lo slancio, ecc.

Se avete un touchpad Synaptic che supporta il multitouch vi consiglio di provarlo. ;)

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Grep è un ottimo programma di ricerca, questo ricerca tra i vari file di testo ( e anche binari ) stringhe corrispondenti al pattern di ricerca passato come parametro. Grep è nativo nei sistemi Unix e Unix-Like, in Windows però non è integrato, vediamo come risolvere il problema.

Scaricate il pacchetto UnixUtils da questo indirizzo, che conterrà  vari programmi ( tra cui grep ). Il path dell’exe è il seguente: usr\local\wbin. Estraete ora il file grep.exe e copiatelo nella cartella %SystemRoot% ( per gli amici C:\Windows ). A questo punto potrete richiamare le funzionalità di grep da linea di comando con questo comando:

grep [opzioni] [-e] modello1 [-e modello2 …] [--] [file1 [file2 …] ]

Per ottenere informazioni basterà dare:

grep --help

Questi che vi vado ad elencare sono i parametri maggiormente utilizzati:

-i – Ignora le differenze tra lettere maiuscole e minuscole.
-n – Precede ogni linea dei risultati con il numero di linea all’interno del file (partendo da 1).
-l – Indica solo i nomi dei file in cui è stata trovata almeno una corrispondenza (ciascun file è elencato una sola volta, indipendentemente dal numero di corrispondenze in esso trovate).
-v – Nega i modelli specificati, producendo un elenco delle linee che non soddisfano alcun modello.
-E – I modelli sono espressioni regolari estese invece che espressioni regolari di base.
-F – I modelli sono stringhe che vanno ricercate in maniera letterale.
-c – Produce per ciascun file solo il conteggio del numero di linee che corrispondono.

Have fun with grep. ;)

P.S.

Come potete benissimo vedere grep.exe non è l’unico strumento che si può integrare. Altri esempi possono essere: cat.exe,  chsum.exe, diff.exe, md5sum.exe, split.exe, ecc. Tutti “installabili” nello stesso modo, come descritto sopra.

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Sul sito LifeHack è stato presentato questo veloce howto che consente di integrare Google Wave in una tab del recente Mozilla Thunderbird 3. Nulla di eccezionale, infatti l’howto consiste in una singola riga di JavaScript.

Per prima cosa accendete Thunderbird e andare nella Console degli errori nel menù Strumenti, vi si aprirà una nuova finestra in cui dovrete inserire lo snippet sottostante e in seguito premere il tasto valuta.

Components.classes['@mozilla.org/appshell/window-mediator;1'].getService(Components.interfaces.nsIWindowMediator).getMostRecentWindow("mail:3pane").document.getElementById("tabmail").openTab("contentTab", {contentPage: "https://wave.google.com/wave/?nouacheck"});

Non vi preoccupate nella console compariranno diversi errori. ;) Ora vi sarà comparsa una nuova tab, la tab di Wave, inserite le vostre credenziali per il login e utilizzate il gestore delle password per mantenerle in memoria. A questo punto avrete sempre a disposizione la tab di Google Wave, anche nei successivi riavvi del programma.

Ovviamente, a causa di questa tab, il programma avrà una maggiore incidenza sulla memoria RAM, questo è per i pignoli come me. :)

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Cosa sono? E che differenza c’è tra l’una e l’altra? Me lo sono chiesto da molto tempo, vediamo quindi di chiarire un po’ le cose.
Entrambi sono due stati di risparmio energetico per il computer. Esistono però delle lievi differenze tra mettere in sospensione il pc e metterlo in ibernazione. Nella sospensione tutte le informazioni sulla sessione corrente restano nella RAM, e quest’ultima viene tenuta alimentata, tutto il resto viene disabilitato. In questo modo alla successiva riaccensione il sistema operativo è pronto all’uso in pochi secondi. In questo stato tuttavia è molto importante che non ci sia un’interruzione dell’alimentazione, nel caso contrario il sistema dovrà fare un reboot completo, e la sessione di lavoro verrà persa.

Nell’ibernazione le cose sono diverse, questo stato di risparmio energetico è stato progettato prevalentemente per i portatili, in quanto tutta la sessione di lavoro ( e quindi tutto quello presente nella RAM ) viene fisicamente salvato sull’hard disk nel file hyberfil.sys ( file nascosto presente nella root ). Questo fa si che il sistema venga completamente spento e non necessiti più di nessuna alimentazione ( cosa diversa da quanto accade con la sospensione ). Lo svantaggio è che il tempo di ripresa della sessione è leggermente superiore rispetto a quello della sospensione.

Quindi tirando le somme quale dei due stati è migliore? Bhe dipende, vediamo alcuni casi:
Nel caso si possegga un laptop e si vuole terminare la sessione di lavoro per riprenderla poco dopo è consigliabile l’opzione di sospensione, se invece deve passare un tempo considerevole tra il termine della sessione e la sua ripresa si consiglia lo stato di ibernazione.

Nel caso invece dei desktop, lo stato di ibernazione è quasi inutile, in quanto il computer è sempre attaccato all’alimentazione e quindi lo stato di sospensione è la scelta migliore.

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Come molti notebook anche il Dell Studio XPS 16 possiede una piccola porta infrarosso sulla parte frontale. Ovviamente tale porta non è più usata ai giorni nostri per lo scambio di dati, date le bassissime velocità di trasmissione ( si parla infatti di soli 4 Mbit/s ). Queste piccole porte oggi vengono usate a scopo multimediale, in particolare per utilizzare il Windows Media Center tramite un piccolo telecomando o esporre una presentazione.

Peccato che su questo modello non sia poi così semplice sincronizzare il telecomando o Dell Remote con il portatile. Prima di tutto è necessario installare i driver ITECIR. Questi si possono trovare sulla sezione driver della Dell a questa pagina. Installate i driver tramite il Setup o manualmente, come preferite.

Poi dovrete scaricare questo pacchetto, una volta estratto non dovete eseguire niente. Andate nella cartella INFDrv e prendete i due file di registro. Il primo, quello chiamato Dell.reg potete eseguirlo subito. Mentre il secondo, MSFT.reg dovete editarlo tramite un editor di testo. Dovete modificare la seconda riga da così:

[-HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\ControlSet001\Services\HidIr\Remotes\745a17a0-74d3-11d0-b6fe-00a0c90f57da]

a così ( togliendo il meno davanti ):

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\ControlSet001\Services\HidIr\Remotes\745a17a0-74d3-11d0-b6fe-00a0c90f57da]

>
Ora salvate e aggiungete anche questa chiave. Riavviate e al successivo riavvio potrete disporre del telecomandino per interagire con il computer. ;)

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L’aggiornamento alla versione 2.9 di WordPress introduce la gestione automatica degli embed, ho deciso quindi di disattivare il plugin Viper’s Video Quicktags, che ha la medesima funzione. Il problema era però quello di modificare i tag usati da questo plugin: [youtube][/youtube] con [ embed][/embed]. Per effettuare questa sostituisce bisogna adottare la mitica funzione find and replace, ma come fare?

Per coloro che non si sentissero a loro agio a destreggiarsi con SQL, consigli l’adozione del plugin Search and Replace.  Io non l’ho provato ma confido sul fatto che funzioni a dovere. :)

Per cercare e sostituisce in modo manuale è necessario entrare nel panello phpmyadmin ( o altro ) ed eseguire una semplice query.

UPDATE wp_posts SET post_content = REPLACE(post_content, '[youtube]', '');

Mentre questo è l’enunciato esplicativo:

UPDATE [your_table_name] SET [your_table_field] = REPLACE([your_table_field], '[string_to_find]' , '[string_to_be_replaced]');

Potete trovare altre informazione a questo indirizzo della documentazione ufficiale MySQL. ;)

Mi stavo scordando di dire. Se non siete espertissimi vi conviene fare un backup della tabella wp_posts, in modo da non trovarvi in situazioni spiacevoli… molto spiacevoli. :)

C’è da dire che questa query è davvero versatile, io l’ho usata per modificare due semplici tag, ma potrebbe essere usata in altri mille mila modi. Se ad esempio cambiate l’URL del vostro blog, e volete modificare tutti i vecchi URL presenti sostituendoli con quello nuovo… questa funzione fa decisamente per voi.

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Con l’aggiornamento alla versione 2.9 Carmen di WordPress si è persa la compatibilità con alcuni plugin, nel mio con Simple Tags. Plugin che reputo fondamentale per gestire i tags nei vari post. In questi casi solitamente lo sviluppatore o il team risolve il problema mettendo mano al codice e aggiornandolo in modo che sia compatibile con la nuova piattaforma. In questo caso però lo sviluppatore di Simple Tags non si è ancora fatto sentire ( forse perché la risoluzione del problema è talmente banale che non vuole rilasciare una nuova versione del plugin :) ).

Premetto che la risoluzione del problema è davvero semplice, però occorre mettere mano al codice php del plugin. Di conseguenza dovrete o utilizzare un editor di testo per apporre le varie modifiche o utilizzare l’editor di plugin integrato in WordPress. Aprite il file simple-tags.php e appena sotto i commenti iniziali noterete questi enunciati:

if ( strpos($wp_version, '2.7') !== false || strpos($wp_version, '2.8') !== false ) {
	require(dirname(__FILE__).'/2.7/simple-tags.client.php');
} elseif ( strpos($wp_version, '2.5') !== false || strpos($wp_version, '2.6') !== false ) {
	require(dirname(__FILE__).'/2.5/simple-tags.client.php');
} elseif ( strpos($wp_version, '2.3') !== false ) {
	require(dirname(__FILE__).'/2.3/simple-tags.client.php');
} elseif ( strpos($wp_version, '2.2') !== false || strpos($wp_version, '2.1') !== false || strpos($wp_version, '2.0') !== false ) {
	add_action('admin_notices', 'simple_tagging_warning');
} else {
	add_action('admin_notices', 'simple_tags_warning');
}

Per rendere il plugin accessibile anche alle vecchie installazioni di WordPress lo sviluppatore ho deciso di di adottare una tecnica di questo tipo: se si dispone della versione 2.7 o 2.8 allora carica il file adatto per la versione 2.7, se invece si dispone della versione 2.5 carica il file adatto per la versione 2.5… e così via. Però dando una veloce letta ci si accorge che non è gestito il caso in cui si disponga della versione 2.9, l’ultima arrivata. In questo caso verrà lanciato il seguente enunciato: add_action(‘admin_notices’, ‘simple_tags_warning’); che avverte l’utente che il plugin non è compatibile con la versione corrente della piattaforma WordPress.

Per risolvere il problema basterà modificare la prima riga in questo modo:

if ( strpos($wp_version, '2.7') !== false || strpos($wp_version, '2.8') !== false || strpos($wp_version, '2.9') !== false ) {

Salvate e attivate il plugin. Ora Simple Tags sarà di nuovo compatibile. ;)

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Come tutti voi sapete Greasemonkey è un plugin ( direi essenziale ) per Mozilla Firefox. Questo ci permette di gestire ottimamente i javascript per specifici siti. Opera d’altrocanto, già dalla versione 8, integra un sistema che da la possibilità di aggiungere javascript a siti specifici o in modo globale. Ne parlai tempo fa in questo post, quando accennai come fare per rendere pulita l’interfaccia di Facebook usando FB-Purity. Oggi vi dirò di più, tutti gli script che potete trovare su userscript.org ( o altri ), possono essere integrati facilmente in Opera. L’importante è che gli script installati abbiamo estensione “.user.js“. Diversamente lo script non potrà funzionare.

Lo script ora è pronto per essere integrato in Opera in modo globale ( sarà applicato su ogni pagina che verrà aperta ) o in modo specifico ( verrà applicato solo su un dato URL definito dall’utente ).

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silverlight-opera

Oggi preso dalla curiosità volevo testare il nuovo servizio di podcasting della RAI. Peccato però che per fruire dei contenuti dei sito sia necessario avere il plugin Silverlight installato ( la controparte di Adobe Flash della Microsoft ). Il panico, sapendo che Opera non è ancora compatibile al 100% con questo plugin, invece con mia grandissima sorpresa ho scoperto che questo non è più vero. Con l’arrivo di Opera 10 finalmente anche noi amanti della grande O possiamo usufruire dei contenuti Silverligth senza doverci  ”smazzare” per effettuare l’installazione.

La procedura è veramente semplice, ed analoga a quella usata per l’installazione di Adobe Flash. Scaricate il pacchetto d’installazione a questo indirizzo, lasciate perdete i messaggi di warning che dicono che il vostro browser è incompatibile. Chiudete Opera ed installate il plugin. Al successivo riavvio di Opera potrete tranquillamente visualizzare tutti i contenuti Silverligth. =)

A questo indirizzo potete trovare la guida ufficiale sul sito di Opera.

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