Posts Tagged “Elettronica”

Siccome è noto che il mio vecchio saldatore a stagno mi ha abbandonato un paio di settimane fa (no non lo è, ora però lo sapete :) ), sono andato a fare un giro in quei negozi di bricolage in cerca di qualcosa per sostituirlo, tra i vari prodotti "economici" sui 5/15€ mi balza agli occhi uno un po' particolare che ha subito attirato la mia attenzione: Dremel Versatip!

Ovviamente il nome è una garanzia quindi ho preso in mano la scatola e subito noto la sua principale caratteristica, ovvero che non funziona a elettricità bensì a butano (come gli accendini)  rendendo possibile il suo utilizzo in ogni luogo senza la necessità di avere una presa vicino, o l'impiccio del cavo sempre troppo corto.

Apriamo ora la confezione, che come ci hanno abituato è una bella scatola in metallo con il marchio in rilievo dove all'interno trovano posto:

  • il saldatore;
  • 2 chiavi per il serraggio delle punte;
  • una matassa di stagno;
  • un cappuccio in plastica per coprire il saldatore;
  • punta per saldatura;
  • lama da taglio;
  • lama per uso a caldo;
  • testa piatta a fiamma larga;
  • deflettore;
  • testa per aria calda;
unbox

Il Dremel Versatip

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DISCLAIMER: La seguente guida è rivolta a coloro che hanno un minimo di esperienza nel campo dell'elettronica. Il jig è disponibile anche online al costo di pochi euro.

Non mi assumo nessuna responsabilità nel caso arrechiate danno al vostro terminale.

NOTE: Recentemente ho scoperto quest'ottima apps per dispositivi Android: ElectroDroid, presente il codice colore dei resistori e le schematiche delle varie porte, proprio quello che ci serve in questo progetto. Ovviamente nell'apps è sono presenti molte altre features. Da provare!

Oggi per la rubrica DIY vediamo come realizzare un USB jig per Samsung Galaxy S ed S2. Per prima cosa vediamo di spiegare cos'è e cosa serve. Il jig USB non è altro che un connettore micro-USB B con due dei 5 connettori cortocircuitati da una resistenza con un valore ohmico preciso, ma dato che siamo nel campo dell'elettronica, "valore specifico" non ha proprio senso, basta cercare di avvicinarsi a questo valore il più possibile. E ha cosa serve? E' presto detto. Il jig USB sostanzialmente serve per due motivi: il primo, rendere il telefono genuino, in modo che possa tornare in assistenza, senza che questi si lamentino del fatto che voi abbiate smanettato con la ROM. La Samsung, nella versione 2 del Galaxy, ha introdotto un contatore che viene incrementato ogni qualvolta viene effettuata un'operazione di download non ufficiale. Oltre a questo comparirà un disgustoso punto interrogativo in un triangolo giallo all'avvio, per notificarci che non stiamo lavorando su una ROM ufficiale Samsung. Quest'ultimo sintomo è curabile rifleshando il terminale con kernel ufficiale. Quest'operazione non resetta però il contatore!

Il secondo motivo invece è decisamente più interessante, il jig potrebbe permettervi di riportare in vita il terminale a seguito di un'operazione di flash non andata a buon fine. Infatti collegandolo al terminale questo si avvierà direttamente in download mode, e ci permetterà di utilizzare Odin per ripristinare il dispositivo. Decisamente utile, sperando di non averne mai bisogno. :D

Questo tipo di dispositivo si può facilmente trovare su eBay o altri store online, tuttavia i più geek o i più tirchi possono autocostruirselo. Ecco cosa serve:

  • connettore micro-USB B ( tipo quello del caricabatterie del vostro Samsung )
  • qualche resistenza
  • basetta millefori
  • saldatore, possibilmente quelli per elettronica
  • multimetro
  • qualche cavetto
  • opzionale: tubo restringente

Alla fine della fiera si riduce tutto nel collegare una resistenza equivalente da 300 KOhm ( o 301 KOhm) sul piedino 5 e 4 del connettore micro-USB B. Il valore corretto sarebbe 301 KOhm teoricamente, ma in pratica non ci arriverete mai, basta pensare che ogni resistore ha una tolleranza del 5%. Sempre che voi non vogliate spendere un patrimonio e farvi fare su misura un resistore da 301 KOhm. :D

Io per questa "impresa" ho usato classici resistori da 1/4 di Watt e tolleranza del 5%. Se avete resistori con tolleranza minore, ben venga. Io ho tentato di arrivare ai fatidici 301 KOhm con 3 resistori da 100 KOhm e uno da 1 KOhm. In realtà bastano anche 3 resistori da 100 KOhm. ;) Con un connettore micro-usb e i resistori fra le mani il lavoro può iniziare.

Per prima cosa dovete rimuovere l'involucro in plastica che ricopre la micro-USB. Usate delle piccole tronchesi o una forbice, stando attenti a non rovinare il connettore. I 5 contatti dovranno essere a nudo. Ripuliteli, nel caso abbiate ricavato la micro-USB tagliandola via da un cavo. Potete usare una pompetta aspira stagno in accoppiata con il saldatore, e poi fare un lavoro di fino con una taglierina, eliminando eventuali sbavature. Ora prendete un filo di metallo estremamente sottile, io ad esempio ho usato un terminale di un resistore, collegatolo con un po' di scotch ad un puntale del multimetro. Ora mettendo lo strumento in modalità test di continuità dovrete scoprire quali sono i contatti relativi al pin 4 e 5. Fate molta attenzione in questo passaggio, in quanto, date le ridotte dimensioni potrebbero farvi sbagliare pin. Per fare questo inserire il puntale con il filo di metallo attaccato nella fessura del connettore e cercate di toccare uno dei pin che trovate raffigurati nella figura in alto. Il secondo puntale dovrà fare contatto con i contatti posteriori del connettore. Quando il multimetro emetterà un suono avrete trovato una corrispondenza tra i pin. Iterate la procedura su tutti i contatti finchè non trovate il 4 e il 5.

Una volta individuati i due pin saldate due fili isolati sui contatti posteriori della micro-USB. Se avete del tubo restringete questo è il momento di usarlo! Infilateci dentro i cavi.

Ora vi basterà saldare tutti i resistori in serie su una basetta millefori, a lavoro terminato potrete tagliarla con un seghetto. Non usate delle tronchesi se avete una basetta in vetronite, perchè la rovinereste. Terminata la procedura saldate le estremità dei due fili al primo e all'ultimo resistore. Per sicurezza controllate con il multimetro che la resistenza equivalente sia intorno ai 300 KOhm. La mia era sui 297, non male. :D

Usate un accendino per scaldate il tubo restringete. Diamo al progetto un tocco finale facendo due giri di nastro isolante sulla basetta, in modo da nascondere e proteggere le resistenze.

Ed ecco il risultato finale:

Non sarà bello quanto quelli che trovate in vendita però fa il suo lavoro, ed in più ho la soddisfazione di averlo fatto con le mie mani.

Io ho saldato le resistenze con questo schema:

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Stupidata del giorno

Oggi per sfizio ho ricontrollato il valore delle resistenza equivalente, e stavolta ho usato un multimetro che sa il fatto suo, un FLUKE. Il display segnava 300.0 KOhm, questa è quella che io chiamo botta di culo. =) Un KOhm in più ed era la perfezione.

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In quest'ultimo periodo io e un mio caro amico ci stiamo impegnando duramente nella realizzazione di un progetto personale, che troverà spazio anche qui, sulle pagine di Badalis.it. Per ora non vi voglio rovinare la sorpresa, anche perché il grosso del lavoro è ancora "in progress". Questa prima guida però ne è un'introduzione.

Questo documento, realizzato da me e Alain, vuole spiegare nei dettagli com'è possibile realizzare dei circuiti stampati ( PCB ) senza necessariamente utilizzare delle attrezzature costose e difficili da trovare nelle case di tutti. Ecco l'abstract:

ABSTRACT

Questa guida vuole trattare dei semplici passi che portano alla realizzazione di un circuito stampato, in arte PCB, senza l'ausilio di avanzate attrezzature.

Come sapete, dopo la progettazione del circuito con programmi CAD appropriati, vi è necessariamente il suo sviluppo su vetronite o bachelite. Questo processo però mette in seria difficoltà alcune persone: soprattutto coloro (ad esempio elettronici amatoriali o semplici appassionati) che non posseggono attrezzature specializzate, come il bromografo o una fresa CNC. Questi si vedrebbero costretti a spedire il loro progetto a ditte specializzate che producono PCB su richiesta.

Proprio in questo caso entra in gioco la nostra guida, che spiega in semplici passi come realizzare una buona PCB utilizzando semplicemente una stampante laser e altri oggetti disponibili in casa.

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