Posts Tagged “Android”

DISCLAIMER: La seguente guida è rivolta a coloro che hanno un minimo di esperienza nel campo dell'elettronica. Il jig è disponibile anche online al costo di pochi euro.
Non mi assumo nessuna responsabilità nel caso arrechiate danno al vostro terminale.
NOTE: Recentemente ho scoperto quest'ottima apps per dispositivi Android: ElectroDroid, presente il codice colore dei resistori e le schematiche delle varie porte, proprio quello che ci serve in questo progetto. Ovviamente nell'apps è sono presenti molte altre features. Da provare!
Oggi per la rubrica DIY vediamo come realizzare un USB jig per Samsung Galaxy S ed S2. Per prima cosa vediamo di spiegare cos'è e cosa serve. Il jig USB non è altro che un connettore micro-USB B con due dei 5 connettori cortocircuitati da una resistenza con un valore ohmico preciso, ma dato che siamo nel campo dell'elettronica, "valore specifico" non ha proprio senso, basta cercare di avvicinarsi a questo valore il più possibile. E ha cosa serve? E' presto detto. Il jig USB sostanzialmente serve per due motivi: il primo, rendere il telefono genuino, in modo che possa tornare in assistenza, senza che questi si lamentino del fatto che voi abbiate smanettato con la ROM. La Samsung, nella versione 2 del Galaxy, ha introdotto un contatore che viene incrementato ogni qualvolta viene effettuata un'operazione di download non ufficiale. Oltre a questo comparirà un disgustoso punto interrogativo in un triangolo giallo all'avvio, per notificarci che non stiamo lavorando su una ROM ufficiale Samsung. Quest'ultimo sintomo è curabile rifleshando il terminale con kernel ufficiale. Quest'operazione non resetta però il contatore!
Il secondo motivo invece è decisamente più interessante, il jig potrebbe permettervi di riportare in vita il terminale a seguito di un'operazione di flash non andata a buon fine. Infatti collegandolo al terminale questo si avvierà direttamente in download mode, e ci permetterà di utilizzare Odin per ripristinare il dispositivo. Decisamente utile, sperando di non averne mai bisogno.
Questo tipo di dispositivo si può facilmente trovare su eBay o altri store online, tuttavia i più geek o i più tirchi possono autocostruirselo. Ecco cosa serve:
- connettore micro-USB B ( tipo quello del caricabatterie del vostro Samsung )
- qualche resistenza
- basetta millefori
- saldatore, possibilmente quelli per elettronica
- multimetro
- qualche cavetto
- opzionale: tubo restringente
Alla fine della fiera si riduce tutto nel collegare una resistenza equivalente da 300 KOhm ( o 301 KOhm) sul piedino 5 e 4 del connettore micro-USB B. Il valore corretto sarebbe 301 KOhm teoricamente, ma in pratica non ci arriverete mai, basta pensare che ogni resistore ha una tolleranza del 5%. Sempre che voi non vogliate spendere un patrimonio e farvi fare su misura un resistore da 301 KOhm.

Io per questa "impresa" ho usato classici resistori da 1/4 di Watt e tolleranza del 5%. Se avete resistori con tolleranza minore, ben venga. Io ho tentato di arrivare ai fatidici 301 KOhm con 3 resistori da 100 KOhm e uno da 1 KOhm. In realtà bastano anche 3 resistori da 100 KOhm. Con un connettore micro-usb e i resistori fra le mani il lavoro può iniziare.
Per prima cosa dovete rimuovere l'involucro in plastica che ricopre la micro-USB. Usate delle piccole tronchesi o una forbice, stando attenti a non rovinare il connettore. I 5 contatti dovranno essere a nudo. Ripuliteli, nel caso abbiate ricavato la micro-USB tagliandola via da un cavo. Potete usare una pompetta aspira stagno in accoppiata con il saldatore, e poi fare un lavoro di fino con una taglierina, eliminando eventuali sbavature. Ora prendete un filo di metallo estremamente sottile, io ad esempio ho usato un terminale di un resistore, collegatolo con un po' di scotch ad un puntale del multimetro. Ora mettendo lo strumento in modalità test di continuità dovrete scoprire quali sono i contatti relativi al pin 4 e 5. Fate molta attenzione in questo passaggio, in quanto, date le ridotte dimensioni potrebbero farvi sbagliare pin. Per fare questo inserire il puntale con il filo di metallo attaccato nella fessura del connettore e cercate di toccare uno dei pin che trovate raffigurati nella figura in alto. Il secondo puntale dovrà fare contatto con i contatti posteriori del connettore. Quando il multimetro emetterà un suono avrete trovato una corrispondenza tra i pin. Iterate la procedura su tutti i contatti finchè non trovate il 4 e il 5.
Una volta individuati i due pin saldate due fili isolati sui contatti posteriori della micro-USB. Se avete del tubo restringete questo è il momento di usarlo! Infilateci dentro i cavi.
Ora vi basterà saldare tutti i resistori in serie su una basetta millefori, a lavoro terminato potrete tagliarla con un seghetto. Non usate delle tronchesi se avete una basetta in vetronite, perchè la rovinereste. Terminata la procedura saldate le estremità dei due fili al primo e all'ultimo resistore. Per sicurezza controllate con il multimetro che la resistenza equivalente sia intorno ai 300 KOhm. La mia era sui 297, non male.
Usate un accendino per scaldate il tubo restringete. Diamo al progetto un tocco finale facendo due giri di nastro isolante sulla basetta, in modo da nascondere e proteggere le resistenze.
Ed ecco il risultato finale:

Non sarà bello quanto quelli che trovate in vendita però fa il suo lavoro, ed in più ho la soddisfazione di averlo fatto con le mie mani.
Io ho saldato le resistenze con questo schema:
>---\/\/\/\---\/\/\/\--|
>---\/\/\/\---\/\/\/\--|
Stupidata del giorno
Oggi per sfizio ho ricontrollato il valore delle resistenza equivalente, e stavolta ho usato un multimetro che sa il fatto suo, un FLUKE. Il display segnava 300.0 KOhm, questa è quella che io chiamo botta di culo. =) Un KOhm in più ed era la perfezione.
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Sono da poco passato ad Android, e provengo dall'ormai vetusto Windows Mobile 6.5, quindi il gap generazionale tra OS è davvero notevole. Detto ciò vorrei condividere con i miei lettori un paio di difetti, più che difetti li chiamerei "scocciature", che ho incontrato in Android nelle mie prime ore di utilizzo.
I costruttori ti terminali Android stanno prendendo una strada completamente opposta a quella che Microsoft si è prefissata con il suo nuovo Windows Phone 7: ossia limitare agli OEM la possibilità di modificare il sistema. Questo ad un primo impatto si traduce nell'impossibilità di avere un interfaccia proprietaria, infatti tutti i Windows Phone in commercio hanno ben in mostra l'interfaccia originale Microsoft a piastrelle. In Android questo invece non accade, e praticamente ogni OEM ha la sua interfaccia, per non parlare poi di tutte quelle alternative. Questo comportamento non è totalmente sbagliato, in quanto dimostra già da subito la libertà concessa dai terminali Android. Di fatto, Android, non pone nessun limite agli OEM, e quest'ultimi sono liberissimi di personalizzare il sistema come meglio credono. Il rovescio della medaglia invece sta nel fatto che tutte queste personalizzazioni vanno ad influire sull'aggiornabilità del prodotto, fatta eccezione per gli smartphone Google Expirience, Nexus One e Nexus S ( gli ultimi due prodotti, e di fatto i più famosi ) il cui sistema viene aggiornato direttamente da Google, tutti gli altri non stanno al passo con i rilasci ufficiali, ed in più, arrivati ad un certo punto della loro vita, il supporto viene terminato e di fatto il prodotto in questione "muore". Ovviamente i più esperti potranno ricorrere alle ROM custom e risolvere il problema degli aggiornamenti. C'è però da sottolineare che non tutti gli utilizzatori di Android sono guru delle telefonia e vanno in giro con dispositivi rottati e con ROM non-stock.
Un altro segno visibile della libertà e anche della semplicità nello sviluppo di apps di questo OS è la presenza di moltissime apss nel market. Questo è sicuramente un bene per il sistema, ma ogni volta che entro nel market per cercare di installare un'applicazione, di cui non so il nome ma solo la funzione che voglio che svolga, mi sento come in un enorme supermercato davanti a mille mila tipi di sugo ed essere indeciso su quale acquistare. L'unica soluzione è quella di affidarsi al buon consiglio degli utenti senior dei forum di telefonia mobile.
Come ultima cosa vorrei sottolineare il fatto che acquistare uno smartphone Android è un po' come acquistare un notebook. Avete presente quella spiacevole sensazione che provate al primo avvio di un portatile appena scartato? Quella in cui voi siete davanti allo schermo, mani sulla tastiera, e davanti a voi vedete l'installazione di un numero impressionante di software, meglio detti crapware, e non potete far altro che osservare impotenti. Ecco la stessa cosa succede con Android, con l'unica differenza che su questa sistema non è possibile formattare e installare il sistema pulito. Ovviamente root e ROM custom permettendo, e a tal proposito vorrei solo dire che rootare il dispositivo o installare una ROM diversa da quella stock pregiudica la garanzia. Quindi se sapete quello che state facendo, Ok, ma se siete alle prime armi e non sapete dove mettere le mani è meglio evitare.
Tutti queste piccole seccature riguardano il mondo Android in generale, ora invece voglio parlarvi degli aspetti negativi del terminale che io utilizzo: Samsung Galaxy S2. Come molti sanno questo è un terminale top di gamma, e praticamente è accessoriato con tutto. L'unica cosa mancante è il chip NFC ( Near Field Communication ) che forse sarà implementato in una versione futura di questo terminale. Ma comunque poco male, dato che l'NFC è un po' come Thunderbolt di Apple. 
Ad ogni modo gli aspetti negativi principalmente sono due, il primo a livello hardware mentre il secondo livello software. Stranamente su questo terminale manca il led di notifica, funzionalità che prima avevo su HTC Touch Pro2 e che trovavo molto utile. Certo questo non va ad influire sulla bontà del dispositivo, che per inciso sottolineo è ottima. Un workaround possibile è installare l'applicazione NoLed che crea delle notifiche sullo schermo AMOLED, un sistema che però per quando ben fatto non andrà mai a sostituire il classico LED fisico sul dispositivo. HTC solitamente li nasconde intelligentemente sotto la griglia della capsula auricolare, la Samsung poteva fare qualcosa di simile. Non reputo comunque il fatto di dover accendere lo schermo e vedere le notifiche sull'interfaccia del blocca schermo un grosso problema. L'altro problema invece mi secca già di più, questo però è risolvibile tramite root del terminale. Questo Galaxy S2 monta ben 1GB di RAM, una quantità decisamente considerevole, basti pensare che altri dispositivi Android di fascia medio-altra montano dai 512 ai 768 MB. Nonostante questo la RAM disponibile all'unente è di circa 400-500 MB. Ok, datemi del pazzo, ma sapete che io sono contro lo spreco di risorse, basta leggere qualche posto per capirlo. Basta un oretta di utilizzo e la RAM disponibile arriva a meno della metà. Capisco che 400 MB sono una quantità sproposita per le applicazioni Android, ma costava tanto terminare le applicazioni in background che non servono a niente. Ad esempio i servizi Yahoo e AccuWeather, se uno non li usa perchè devono essere là ad occupare RAM e batteria?
Su questo terminale, per quanto mi sforzi, non riesco a tirar fuori altri giudizi negativi. Non perde un colpo, sempre reattivo, nessun impuntamento e soprattutto funzionale in qualsiasi sua parte. Su uno smartphone si ha poco spazio di manovra ed è giusto che ogni funzione, dallo scrivere una nota piuttosto che collegarsi ad una rete wireless, sia estremamente intuitiva e trasparente all'utente.
Concludo dicendo che sto testando questo smartphone da pochi giorni, e soprattutto con questo Galaxy io, per la prima volta, entro nel mondo di Android. Quindi ho bisogno del mio tempo di conversione, e passare da Windows Mobile 6.5 ad Android è un vero salto generazionale.
And on that bombshell it's time to end!
P.S.
Già... Top Gear è ricominciato XD
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L'altro giorno ho scritto un post riguardo Froyo su Viewpad10 e devo dire che sono rimasto fortemente deluso dal fatto che Android Market non sia integrato, anche se si tratta di un porting x86. Android senza market è un po' come la pizza senza pomodoro e mozzarella. Sostanzialmente non ha ragione di esistere. E sul progetto Android-x86 è ben specificato che il market non è supportato ( a questo punto potete anche chiudere bottega a darvi all'ippica ).
Anche se su tutte le furie ho continuato la mia ricerca, ed alla fine ho trovato un modo per portare il market e le applicazioni sul Viewsonic Viewpad10. Ecco come fare quindi:
DISCLAIMER: questo metodo non è supportato ufficialmente e quindi potrete imbattervi in alcune applicazioni ( Opera, Google Earth, Elkido, ecc ) che potrebbero non funzionare su piattaforma x86. Quindi evitate di acquistare prodotti che potenzialmente potrebbero non essere compatibili.
ALTRO DISCLAIMER: ricordo che questa guida ed i file in essa contenuti funzionano solo con Viewpad10 e con la relativo update ad Android 2.2:
Metodo 1: ho fatto tutto io
Scaricate questo file ( sono 300MB ) e sovrascrivete il file system.sfs nella pendrive USB in cui avete caricato l'iso di Android 2.2. Installate Android e al successivo avvio avrete a disposizione il market e le varie GApps.
Metodo 2: fate tutto voi
Vi servirà una distribuzione linux ( preferibilmente Debian o Ubuntu ) sia essa una live o insatallata.
- Scaricate questi file. Uno, Due, Tre. Per scaricare il primo file dovrete fare una registrazione gratuita a 4shared. Lo so è un pacco, ma non li ho messi io. Vi sembro così idiota?!
- Piazzate il primo file scaricato in una cartella chiamata "system".
- Installate squashfs-tools con un semplice comando apt.
sudo apt-get install squashfs-tools
- Dal software center di Ubuntu installate "Furius ISO Mount Tool". Se siete su Debian lo dovreste trovare nei repository ufficiali ( almeno spero
).
- Aprite Furius e tramite il tasto sfoglia selezionate il file system.img ( nella cartella system ). Appena sotto selezionate "Loop" e poi "Monta".
- Nella home vi apparirà un punto di mount system, entrateci ( per bypassare i privilegi da un terminale date sudo nautilus e usate quest'ultimo per effettuare le prossime operazioni ). Premete Ctrl + H per visualizzare i file nascosti e cancellate entrambi i file "build.prop". Al posto di quei due mettete il file build.prop scaricato sopra. Poi scompattate l'archivio gapps.tar e copiate tutti i file nelle relative cartelle all'interno del drive creato da Furius.
- Smontate l'immagine e chiudete Furius.
- Aprite un terminale e date il comando:
mksquashfs (fate un drag and drop della cartella system) system.sfs
- Date invio e questo vi genererà un file system.sfs da circa 300MB ( come quello che ho uploadato io ).
- Ora vi basterà prendere il file e buttarlo nella chiavetta USB in cui avete messo l'upgrade ad Android 2.2.
Buona installazione e godetevi il market.
Sorgente: androidtablets forum
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Prima di tutto qualche piccola considerazione. Se volete andare subito al dunque buttate un occhio sulla sezione Android x86 2.2 Froyo.
Oggi ho avuto per le mani un Viewsonic ViewPad 10, uno dei tanti tablet che al momento vanno tanto in voga. Il ViewPad però, assieme a qualche altro esemplare simile, si differenzia dalla massa perchè ha un architettura x86, con un cuore Intel Atom. Ora tralasciando le mie considerazione sugli Atom, devo dire che il dispositivo si comporta bene: è reattivo ed è abbastanza carino, ma non così carino da farmi sborsare 5 centoni. Il sistema sostanzialmente si basa su un dual boot Windows 7/Android, con tutti i vantaggi e svantaggi annessi. I due sistemi convivono assieme su un SSD Sandisk da 32GB ( o da 16GB, dipende dal modello ) e si avvia l'uno piuttosto dell'altro tramite il classico menù GRUB, che tutti i linux-users conoscono. Durante la fase di boot si usano due, dei tre, pulsanti fisici per scegliere OS da caricare. La cosa un po' bruttina è che la versione di Android è un porting per piattaforme x86, quindi per il momento sognatevi Honeycomb. Al momento l'ultima versione disponibile è la 2.2 codename Froyo.
A questa pagina potete guardare le specifiche tecniche del tablet. Tutto sommato niente male per un cosino da 10".
Android x86 2.2 Froyo
ViewPad10 arriva al consumatore con Android 1.6. Una release decisamente vecchiotta e che non tira fuori il massimo dai tablet. Basti pensare che l'ottimizzazione per dispositivi tablet arriva in Android 3.0 Honeycomb. Detto questo, prima la community Google ed in seguito la stessa Viewsonic, hanno rilasciato la versione 2.2 di Android per questo terminale.
Tutto il necessario lo potete trovare a questo indirizzo, ossia la ISO e una veloce guida all'installazione. Dopo aver scaricato la ISO ( terzo link ), procuratevi UNetbootin o Linux Live USB Creator ( LiLi ) e una chiavetta USB formattata in FAT32. Ora tutto si riduce nel copiare la ISO nella chiavetta e renderla bootabile utilizzando uno dei due programmi citati prima. Terminata questa fase, collegate alimentazione e tastiera USB al ViewPad, inserite la chiavetta e premendo il tasto F11 all'avvio fate il boot da chiavetta USB. Selezionate "Install to Hard Drive" e proseguite con l'installazione. Installatelo nella partizione che precedentemente conteneva Android 1.6. Ovviamente tutti i dati presenti in questa partizione saranno eliminati. Alla richiesta di installare il GRUB voi premete su Yes. Il sistema automaticamente troverà Windows 7 e lo aggiungerà alla lista degli OS avviabili. Sulla 1.6 questo non avveniva e bisognava agire manualmente. Una volta terminata l'installazione riavviate il sistema e ammirate il dual boot Windows 7/Android 2.2 x86.
Se prima di installare Android dovete effettuare operazioni di partizionamento o ridimensionamento delle partizioni, vi consiglio di utilizzare gParted o PartedMagic.
Ecco alcune foto del dispositivo:
    
UPDATE 08/06/2011 13.08
Se all'avvio di Windows vi compare il messaggio BOOTMGR mancante, non preoccupatevi. Non dovrete formattare. Prendete una distribuzione linux live ( anche Parted Magic può andare bene ) e modificate il file menu.lst presente in /grub/. Alla voce Windows 7 provate a cambiare hd0,1 in hd0,0.
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Let's do the news! [Cit. James May - Top Gear]
Ed eccolo che arriva, sto parlando ovviamente del Nexus S, il secondo googlefonino prodotto dalla Samsung in vendita negli States già dal 16 dicembre. Che dire, Samsung Italia sta davvero facendo un vero affare con questo Nexus S, mettendolo nel culo ai consumatori!. Non sto mettendo in discussione le capacità del terminale marcato Samsung ma le strategie di vendita e di distribuzione della casa koreana.
Il nexus arriva nel bel paese 3 mesi dopo ( !!! ) rispetto alla commercializzazione negli USA, tanto che la stessa Google ha rilasciato ben 3 minor update per il sistema operativo Android 2.3 Gingerbread. Già questa è una seccatura ma sarebbe fin troppo bello se questo fosse l'unico inconveniente. Il terminale viene distribuito da Vodafone, senza apparenti brand software o hardware, e ... rullo di tamburi ... a 549€. Il mio primo pensiero ( e so perfettamente che lo condividerete ): "MA VI SIETE FOTTUTI IL CERVELLO!!!". 550€ per un terminale di 3 mesi fa, non dico vecchio, ma comunque sulla buona strada per essere abbondantemente superato come caratteristiche tecniche, l'OS tuttavia resta una pietra miliare per il mondo dei smartphone. A peggiorare le cose ci si mette pure il World Mobile Congress di Barcellona dove le varie case produttrici hanno presentato moltissimi modelli di fascia alta che come caratteristiche superano quelle del Nexus S.
550€ per un terminale il cui fratello maggiore ( Samsung Galaxy S ) costa 450€ o addirittura meno. Dico fratello maggiore perchè a parte la scocca e aggiornamenti sempre disponibili il Galaxy è un prodotto con caratteristiche eguali o superiori rispetto al Nexus S. Quindi personalmente trovo una ladrata far pagare 550€ un terminale che ne vale molti di meno tanto che negli States viene venduto a 529.99$ ( aka 384€ ). Non ci vuole un genio per capire che 384<<550. Infatti per questo motivo molte persone se lo sono comperato in America al lancio, e hanno fatto bene!!! Utilizzando servizi come consegnato.com o parenti hanno evitato di pagare un sovrapprezzo di ben 150€. L'unico inconveniente è stato quello di trovarsi la spina dell'alimentatore con standard americano ( ahhh... che tragedia ).
Ma il bello deve ancora venire, Samsung si stra già preparando per il nuovo arrivo: il Galaxy SII, che praticamente a livello hardware, distruggerà, annienterà e seppellirà vivo il Nexus S. Quindi il consumatore andrà a pagare un prodotto vecchio di 3 mesi, con un costo spropositato e che sarà rimpiazzato a breve. Cavolo sono dei furboni quelli che lavorano nella sezione marketing di Samsung. Sono meglio dell'Apple, almeno loro fanno pagare tanto ma qualcosina la danno, questi ti fanno pagare un botto e ti danno roba vecchia di 3 mesi. Che dire... GENI!!
E con il criticare le manovre di marketing della Samsung non voglio in alcun modo criticare il terminale, che tutto sommato è un buon terminale sotto molti punti vista. Innovativo dal punto di vista dell'OS e del design. Non mi è piaciuta molto la decisione di Samsung di togliere alcune caratteristiche come la camera in 720p e la mancanza della microSD, probabilmente per non fare concorrenza al Galaxy S. Un'altra cosa che non mi è piaciuta tantissimo è stata l'eccessiva pubblicità ( o hype ) rivolta alla tecnologia NFC ( Near Field Comunicatin ); come la porta Thunderbolt di ieri, anche questa tecnologia per ora non ha nessun senso, almeno nel nostro paese, dove la maggior parte della gente ha ancora paura di pagare con la carta di credito; immaginatevi cosa penserebbero se dovessero pagare un conto con il cellulare. Anche se nel nostro paese -arretrato- NFC non ha futuro, in altri paesi come il Giappone e in alcune parti dell'America ha invece un gran successo.
Diciamo che però alla fine dei conti il Nexus S è un terminale che ha un risvolto in positivo. O per lo meno faceva più impressione tre mesi fa, ora un po' meno.
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Ieri, con la prima release, WordPress ha dato vita ad un nuovo progetto: WordPress for Android. Un' applicazione open source per sistemi Android ( quindi stiamo parlando di HTC Magic, Samsung Galaxy, HTC Hero, Nexus One, ecc. ). Già disponibile nell'Adroid Market, questa applicazione ci permette di controllare il nostro blog tramite uno smartphone.
La prima release del software permette:
- la gestione di più blog
- la possibilità di moderare e rispondere ai vari commenti
- di creare nuovi post/pagine, gestendo categorie, tags e inserendo immagini
- di ricevere delle notifiche sulla Android notification bar dei nuovi commenti
Chiunque fosse abituato ad usare wpToGo non si troverà davanti a nulla di nuovo. Le due applicazioni infatti sono quasi identiche.
Questo è il sito ufficiale del progetto, mentre nel blog degli sviluppatori potrete tenervi aggiornati sui nuovi sviluppi.
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Vi piacerebbe diventare possessori di questo fantastico software di navigazione satellitare? UpYou Blog mette a disposizione tre licenze di questo software con mappe europee per piattaforme Windows Mobile, Google Android e Symbian.
Per partecipare vi basterà registrarvi e partecipare ad un semplice quiz.
A questo indirizzo troverete tutte le informazioni relative al contest.
Buona fortuna e partecipate in numerosi.
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Era ora no? Da quando Google ha cominciato ad imporsi sul mercato dei mobile device, si cominciavano a sentire dei rumors su probabili versioni per pc di Android o comunque di un OS ( gratis ) da installare sui nostri adorati piccì! La rivalità con la Microsoft ora si farà sempre più aspra e dura, ma dalla sua Google ha un forte mezzo di propaganda ( chi dice vai a cercare su un motore di ricerca? Ormai si dice "cerca su Google" ) e il vantaggio di rilasciare software di fascia alta a prezzo contenuto? Ah scusate... gratis!
Se volete provarlo fatelo in tutta tranquillità anche se non siete dei veri geek, essendo un live CD vi basterà inserirlo e riavviare il pc e una volta finito di gingillarvi vi basterà rimuoverlo e riavviare e il vostro pc sarà tornato alla sua normale vita...
http://code.google.com/p/live-android/
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La voce girava già da parecchio tempo, ora finalmente il client ufficiale di Facebook per terminali Android è disponibile al download presso il market. Oltre al client, l'applicazione comprende il comodo widget per il desktop Android, funzionalità tuttavia già implementata anche in client Facebook non ufficiali. Inoltre abbiamo la possibilità di controllare le newsfeed, controllare le bacheche degli amici e le loro informazioni personali, caricare immagini ed avere una piccola rubrica telefonica.
Passiamo ora alle pecche. Il client non comprende la funzionalità di upload di video direttamente dal terminale e non v'è la possibilità di effettuare i tag alle foto. Quest'ultima non è presente nemmeno nella versione per Windows Mobile.
Attualmente il client è alla versione 1.01.

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Gli esperti di sicurezza Charlie Miller e Collin Mulliner sono riusciti a trovare una vulnerabilità di sicurezza nel servizio SMS ( Short Message System ) che affligge tutti i "melafonini" e gli appena nati sistemi Android. I due esperti pensano che anche Windows Mobile possa soffrire di questa vulnerabilità, anche se al momento non ne è possibile la dimostrazione, in tal proposito Charlie e Collin continuato a lavorare sullo stack telefonico del sistema operativo.
I risultati dei due ricercatori sono stati esposti accuratamente durante il Black Hat Cybersecurity Conference tenutasi a Las Vegas.
La vulnerabilità in questione è critica, in quanto un apposito messaggio SMS inviato ad uno di questi sistemi può causare il crash dello stack telefonico. Nel caso di iPhone l'exploit avrà il compito di far crashare il servizio CommCenter, mentre per quanto riguarda Android toccherà al demone /system/bin/rild.
Non si sa ancora se con tale exploit è possibile attaccare anche i terminali Windows Mobile.
L'unica soluzione, che permette di essere al sicuro da questo tipo di vulnerabilità SMS, è spegnere il telefono. Una soluzione praticamente improponibile. Lo stesso Miller afferma che gli SMS sono strumenti potentissimi per effettuare attacchi in mobilità, in quanto non richiedono l'interazione dell'utente che li riceve e al malintenzionato basta conoscere il numero di telefono della vittima.
La paura attuale è che tramite tale exploit sia possibile effettuare un attacco virale, che colpisca tutti i contatti in rubrica della vittima attaccata. Passando quindi da vulnerabilità ad un vero e proprio worm.
Al momento solo Apple, vanta di avere rilasciato un aggiornamento firmware ( iPhone OS 3.0.1 ) in tempi relativamente brevi, si parla 24 ore dopo la dimostrazione dell'exploit. L'aggiornamento risolve solo questa vulnerabilità e pertanto è caldamente consigliato. Il nuovo firmware 3.0.1 occupa in totale 280MB.
Ecco le parole Tom Neumayr riguardo al rilascio del nuovo aggiornamento.
We appreciate the information provided to us about SMS vulnerabilities which affect several mobile phone platforms. This morning, less than 24 hours after a demonstration of this exploit, we've issued a free software update that eliminates the vulnerability from the iPhone. Contrary to what's been reported, no one has been able to take control of the iPhone to gain access to personal information using this exploit.
iPhone quindi potenzialmente al sicuro, mentre per Android e Windows Mobile ancora nessuna soluzione.
Per conosce in modo più dettagliato le dinamiche di funzionamento dell'exploit vi raccomando la lettura di "Fuzzing the Phone in your Phone", articolo con il quale Charlie e Collin hanno presentato la situazione al Black Hat.
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