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Dopo le guide su come installare pyLoad su QNAP voglio concentrarmi su come utilizzarlo in Windows. D'altronde non tutti hanno a disposizione un NAS o un router adatto su cui far girare questo programma.
INSTALLAZIONE
L'installazione è relativamente semplice. Dopo aver prelevato il pacchetto da questo indirizzo basta estrarlo in una cartella. Non è necessario alcuna installazione.
Una volta scompattato l'archivio basterà eseguire il file Setup.exe e premere il pulsante "User Management". Si avvierà un prompt dei comandi in cui sono disponibili alcune opzioni. Noi dobbiamo scegliere la prima, digitando 1. Questo ci permetterà di creare un utente per poter interagire con il programma. Come nome utente diamo il nome "admin" e come password quello che volete ( per ragioni di sicurezza la password non verrà visualizzata sul prompt ). Ora digitiamo 4 per uscire.
Terminata questa fase possiamo avviare il programma eseguendo il file pyLoadCore.exe. Si aprirà anche in questo caso un prompt, che non deve essere chiuso. La chiusura comporterà lo spegnimento del programma. Nel caso comparisse un warning dal firewall di Windows bisogna necessariamente consentire il processo.

L'interazione non viene fatta dal prompt ma dal browser. Apriamo quindi un qualsiasi browser, che sia Chorme, IE, ecc.. e andiamo all'indirizzo: "localhost:8001". Ci comparirà la form di login di pyLoad. Qui dobbiamo inserire nome utente e password che abbiamo precedentemente creato.

UTILIZZO
L'utilizzo di pyLoad è abbastanza intuitivo. Prima dell'utilizzo io consiglierei di dare un'occhiata al menù di configurazione, suddiviso in tre categorie: generale, plugin, account. Il primo consente di impostare il numero di download massimi, di connessioni, la lingua e molto altro riguardante la configurazione del programma. In plugin troviamo tutti i plugin installati in pyLoad, ad esempio unrar, realdebrid.com e altri. Nell'ultimo menù potremmo impostare i nostri account premium. Tutto qui.
Per aggiungere un download vi basterà premere sul link "Aggiungi" in alto a sinistra e riempire i vari campi. E' presente un'utilissima funzione filtra URL nel caso gli URL inserirti non siano canonici, ma contengano ad esempio spazi o stringe non opportune. Quando un pacchetto viene messo in coda il download inizierà istantaneamente, mentre la libreria memorizza gli URL per un uso futuro.

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Ho avuto il "dispiacere" di avere per le mani questo slate PC per due giorni, e come prevedibile le mie impressioni sono per la maggio parte negative. Iniziamo con il dire cos'è il Fujitsu STYLISTIC Q550 e a qualche pubblico si rivolge. Il Q550 si inserisce nella fascia degli Slate PC, ossia tablet equipaggiati con Windows 7 e si rivolge ai professionisti che non possono fare a meno di un sistema completo quale Windows.
Il prodotto equipaggia veramente tanti sensori e dispositivi che non si trovano quasi mai in comuni portatili. Troviamo infatti lettore di smartcard, di impronte digitali, l'accelerometro, il gps e modem HSPA integrato. Il pannello touch invece si basa su un prodotto n-trig in grado di riconoscere fino a 4 tocchi simultanei. Oltre ai tocchi in bundle è presente una comoda penna attiva, molto utile nel caso si vogliano prendere ad esempio appunti con OneNote. Il dispositivo monta 2GB di DDR2 e un SSD nei tagli da 64GB o 128GB. Il reparto grafico invece è delegato alla scheda Intel Graphics Media Accelerator (GMA) 600. La parte dolente non è tuttavia questa. A causa di questa IDIOZIA dal punto di vista progettuale chiunque acquisti uno slate PC come il Q550 ha praticamente buttato via i suoi soldi. La CPU che dovrebbe gestire tutto è targata Intel Atom Z670 ( e già qui quelli che se ne intendono hanno praticamente capito tutto ). Io, come si nota dai miei vecchi post, ODIO INTENSAMENTE questa famiglia di processori. Avranno sì un bassissimo TDP ma hanno tempi di risposta che vanno dall'ordine dei secoli al non quantificabile. Ma il bello è che la presenza del SSD è praticamente inutile, dato il super-mega-ultra-collo di bottiglia che si viene a creare a causa della lentezza del processore. L'indice di prestazioni di Windows 7 valuta la CPU con due miseri punti e le performance del SSD con un 5.9, comune a qualunque disco SATA di discreta qualità. I tempi di reazioni sono troppo elevati, direi addirittura snervanti. La mia filosofia in merito è molto semplice ed è la seguente: "Non sono io che devo stare al passo del PC, ma il contrario". Se questo semplice paradigma viene meno per me il computer è inutile. Un tablet dovrebbe velocizzare le operazioni mentre si è ad esempio distanti dalla postazione di lavoro principale o in mobilità, questo semplicemente non accade con il Q550. Anche mantenendo il sistema sempre in ibernazione e limitando quindi il tempo d'avvio necessario a Windows, la CPU non riesce a star dietro alle più semplici richieste, come aprire due o più schede in Chrome.
Teniamo conto che i prodotti Slate PC non sono tantissimi, e questi di riducono a una manciata se introduciamo la presenza del modem integrato. Un must in un dispositivo tablet dal costo di quasi 1000€. Altri possibili concorrenti potrebbero essere HP Slate 2 o il Dell Latitude ST, entrambi equipaggiati con la stessa CPU. Ora io non chiedo che un tablet debba essere equipaggiato con un i7, ma a fine 2011 vedere un prodotto che lagga nel mostrare i menù contestuali di Windows mi sembra un po' una presa in giro. Soprattutto se quel prodotto ci chiede un esborso di quasi 1000€. Con quella cifra alternative decisamente migliori esistono. Forse non sotto forma di tablet, ma esistono. Io credo che personalmente quella del tablet sia una moda passeggera. Come quella dei netbook che ormai si è smorzata.
Tirando le somme voglio concludere con un piccolo riepilogo dei PRO e dei CONTRO:
PRO:
- ottima presenza di periferiche aggiuntive
- autonomia della batteria buona
CONTRO:
- CPU assolutamente non adatta a questi usi
- numerosi lag nell'utilizzo di windows e applicativi
- SSD che non porta grandi vantaggi
- non è presente uno slot per l'inserimento della penna
- speaker praticamente inesistenti
- rilevamento delle gestures scarso
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Con lo scadere del mio account premium fileserve ho voluto guardarmi un attimo attorno prima di effettuare il rinnovo. E consigliato da un amico ho provato a fare la registrazione a Real-Debrid. Per chi non lo sapesse tutti i servizi di debrid offrono praticamente con un unico abbonamento molteplici account premium. Ovviamente non è oro tutto quel che luccica. Real-Debrid è di fatto un servizio intermedio che si appone fra i singoli host e l'utente finale. Questo servizio di debrid in particolare offre più di un'ottantina di host, tra cui i più famosi. Alcuni di questi però sono limitati, in quanto si ha a disposizione pochi GB al giorno di banda. Aumentabili pagando un piccolo supplemento. Sinceramente non mi sono mai trovato nella situazione di aver esaurito il traffico in questi host, dato che non sono neanche tra i più famosi. La cosa che invece più mi scoccia al momento è che Fileserve non funziona, secondo Real-Debrid l'host è in manutenzione. Ad ogni modo comunque il risparmio è evidente. Prima di tutto c'è il fattore "paghi uno prendi 80 e rotti". Ed in secondo luogo la tariffa mensile di Real-Debrid è più conveniente rispetto alle tariffe degle host effettivi.
Io lo sto usando da un 6 giorni e il servizio effettivamente funziona, l'unico problema in cui sono incappato è la scarsa efficienza del plugin per JDownloader. Infatti ogni tanto il plugin non funziona e "JD" scarica direttamente dall'host con la scocciatura dell'inserimento del CAPTCHA.
Innanzitutto per usare Real-Debrid su JD dovrete per forza di cosa usare la versione nightly del programma. La potete trovare qui con le relative guide alla configurazione. Vi consiglio di leggerle.
Se invece avete già JD, vi basta entrare nella cartelle dove si trova il programma e avviare la versione BETA, sotto il nome "JDownloaderBETA.exe". Forzate gli aggiornamenti automatici e dovreste ritrovarvi con una nightly version.
Dopo aver impostato l'account di Real-Debrid io vi consiglio di portare le connessione massime al valore 2 e i download massimi a 3. Io con queste impostazioni mi ritrovo un download stabile, senza disconnessioni e scocciature varie.
Ogni tanto a causa del plugin mi tocca ripristinare-riprendere il download che si interrompe per cause misteriose =)
Il servizio è ottimo, l'unico difetto che ho riscontrato sta proprio in JD, un programma che però ritengo troppo utile per essere sostituito.
Per registrarsi al servizio potete premere qui sotto, in questo caso grazie al programma di affiliazione riceverò dei punti fedeltà, oppure sul sito.

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Siamo lontani dai tempi in cui la gente pensa prima di dar fiato alla bocca! Oggi voglio fare un po' di chiarezza su questa eterna faida fra Call Of Duty Modern Warfare 3 ( una saga che probabilmente non avrà mai fine ) e Battlefield 3. Infatti su qualsiasi store alla voce commenti troverete fior fiore di bimbiminkia che si schierano da una parte e lanciano insulti a casaccio. Probabilmente tali individui non hanno capito che esistono diverti tipi di FPS e si distinguono in base al target. Mettere sullo stesso piano questi due titoli è come equiparare UT con Hidden & Dangerous 2. In poche parole un confronto in tutto e per tutto INUTILE. Sono entrambi FPS, ma con caratteristiche completamente differenti. CoD MW3 è un gioco perfettamente allineato con la saga CoD MW, quindi in stile corri, corri, spara, spara! Probabilmente molti lo ritengono troppo simile alle saghe precedenti e quindi valutano l'acquisto come uno spreco di soldi.
Battlefield 3 invece si prefigge come obbiettivo quello di un'esperienza di gioco il più realistica possibile. Questa è data sostanzialmente dalle dinamiche del gioco, la presenza delle classi e un fortissimo legame con il team. Tutte cose che in CoD non sono praticamente mai state presenti. Io personalmente vedo B3 come un gioco che rende il massimo quando il giocatore fa parte di un clan e contribuisce alle tattiche della squadra. Quindi giocare a B3 in stile "CoD": senza nessuna tattica e ponendo l'attenzione solo sulla velocità dell'azione è di fatto un inutile spreco di soldi, almeno dal mio punto di vista.
Ho giocato ad entrambi, e personalmente giocare a B3 come giocatore individuale ( anche se in una squadra ) lo ritengo molto noioso e poco divertente. Nemmeno paragonabile all'esperienza del gioco di squadra, magari con tutti i mebri del clan in team speak.
CoD invece per sua natura è un gioco in cui tutto si basa sulla "bravura" del giocare. Il gioco è infinitamente più movimentato, non si sta mai fermi ( sempre se non siete dei luridi camper =) ).
Per concludere quindi due tipologie di giochi che hanno come target due tipologie di giocatori completamente differenti. Il primo con un gioco più pensato, attento e collaborativo. Il secondo per le persone a cui piacciono i match veloci.
Poi potete disquisire sulle caratteristiche grafiche di questi due titoli quanto vorrete, ma questo resta il succo. Ognuno faccia l'acquisto secondo lo stile che ritiene più appropriato per se stesso.
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Per la serie cose inutile ma "tamarre" ecco come accendere il computer via wake on lan ( WOL ) con Android. Dico inutile perchè non ha molto senso accendere un computer via LAN se si è nella stessa stanza o nella stessa casa in cui si trova il computer. D'altro canto diventerebbe una cosa utile se il computer da accendere non si trovasse nelle vicinanze. La procedura non è in se difficile. Come prima cosa bisogna essere sicuri che il computer sia collegato alla rete via cavo ethernet e non via wifi ( infatti si chiama wake on lan non wake on wifi ). In seguito bisogna assicurarsi che l'opzione wake on lan sia presente nel BIOS e porti la voce "Enabled". L'opzione in questione può variare di nome in base al BIOS installato. Nel mio caso ad esempio "PME event wake". Se avete dubbi potete sempre consultare il manuale tecnico della vostra motherboard.
Ora da esegui date il comando "ncpa.cpl" per poter visualizzare le schede di rete presenti nel PC. Selezionate la scheda di rete che effettuerà il WOL e andate su "Proprità". Nella finestra che vi comparirà premete sul tasto "Configura" ed andate nella tab "Risparmio energia". Qui dovete essere sicuri che siano presenti due spunte alle prime due voci.
Ora potete segnarvi il MAC address della vostra scheda di rete, per fare questo potete semplicemente selezionare la scheda di rete andare in Stato e "Dettagli". Il valore da annotarsi è quello alla voce "Indirizzo fisico".
Impugnate il vostro terminale Android e dal market installate Fing ( esistono svariate apps che fanno lo stesso lavoro, io ho provato questa perchè comprende altri tool di rete ). A questo punto assicuratevi di essere collegati alla vostra rete wifi casalinga e avviate Fing. Tappate sull'ingranaggio che si trova in alto a destra dell'interfaccia e scegliete dal menù la voce "Wake on LAN". Qui inserite il MAC Address nel formato ( xx:xx:xx:xx:xx:xx ) e date Send per memorizzare il profilo.
A questo punto è arrivato il momento di effettuare un test. Spegnete il PC e inviate la richiesta di wake da Fing. Il computer dovrebbe accendersi all'instante.
Se ci sono problemi io proverei da dare un'occhiata al pannello di configurazione del router, magari di default queste richieste vengono bloccate per ragioni di sicurezza.
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Recentemente Google ha proposto di implementare il protocollo https sul suo portale di ricerca. Già tutt'ora questo è possibile, infatti il portale https://www.google.com è già utilizzabile.
Vediamo come integrare questo servizio in Google Chrome.
Aprite Chrome ed entrane nelle opzioni, nel menù impostazioni di base premiamo il pulsante "Gestisci motore di ricerca". Nella nuova finestra che ci comparirà andiamo all'ultima text box è inseriamo come nome Google SSL ( ad esempio ), gssl come parola chiave e come stringa immettiamo:
https://encrypted.google.com/search?q=%s
Ora siamo pronti ad usare Google Search su una pagina sicura.
Ma realmente a cosa serve tutto questo? In primis abbiamo sicuramente una maggiore sicurezza, in quanto non è più possibile che qualcuno "origli" sulle nostre ricerche. Abbiamo però un grosso svantaggio per tutti quei siti e blog che fanno un uso intelligente delle parole chiave ricercate, in quanto questo non sarà più possibile. I software di analisi del traffico come Google Analytis o piwik non potranno più ricevere le keywords inserite dall'utente, e questo non permetterà più ai webmaster e alla redazione di creare contenuti specifici.
Ad ogni modo il passaggio su rete https sarà un grande salto in avanti, e spero focalizzi l'attenzione sul lato sicurezza al grande pubblico.
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Di norma bisognerebbe attivare la funzionalità AHCI ancor prima di installare il sistema operativo, tuttavia io sono stato così idiota da lasciare il controller SATA come IDE. Cambiare di punto in bianco questa impostazione provocherà inevitabilmente una schermata blu della morte ( BSOD ) all'avvio di Windows. Ed ovviamente è da pazzi formattare e reinstallare Windows solo per impostare il controller su AHCI. Vi propongo quindi questo metodo semplice e funzionale che ho provato personalmente.
Aprite il registro di sistema ( Win + R -> "Regedit" -> Invio ), andate al path "HKEY_LOCAL_MACHINE\System\CurrentControlSet\Services\msahci" e modificate il valore della chiave "Start" da 3 a 0. A questo punto vi basterà chiudere il registro di sistema e riavviare. Al riavvio successivo dovrete assolutamente entrare nel BIOS e impostare il controller SATA da IDE ad AHCI. All'avvio di Windows non si ripresenterà più la BSOD, i driver msahci verranno installi ( è necessario un secondo riavvio ) e voi potrete vivere felici e contenti.
Per saperne di più sui vantaggi dell'AHCI rispetto all'IDE potete dare un'occhiata a quest'ottimo articolo.
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Muovere VM è praticamente essenziale in un'architettura vSphere, e devo dire che VMware lo fa anche piuttosto bene. Durante lo spostamento, che sia esso sa un diverso datastore che su un altro host, non si verifica nessun tipo di downtime. Vediamo cosa fare.
Collegatevi con vSphere client al server vCentral Server e dalla finestra VMs and Templates selezionate la macchina virtuale da spostare.

Premendo con tasto destro del mouse vi comparirà il classico menù contestuale, tra le varie voci troverete "Migrate". Vi comparirà un wizard che vi proporrà diversi step. Potrete spostare la VM su un datastore diverso, un altro host o entrambe le cose.

Nel caso abbiate scelto di cambiare host dovrete selezionarlo tra quelli presenti nel vostro datacenter.

Ora vi basterà selezionare il datastore nel quale volete spostare la VM e dare next.

Nell'ultimo step vi verrà mostrato un breve riepilogo e al next successivo vMigrate sposterà la macchina virtuale, anche se quest'ultima è in uso.

La procedura di per se è semplicissima, ma il meccanismo su cui si basa è uno fra i più importanti di vSphere. Nel caso di server failure questo procedimento può essere innescato automaticamente per evitare spiacevoli downtime e disagi da parte degli utenti connessi al cloud.
Se avete tempo e un buon computer da usare come cavia vi consiglio di fare qualche test con questa infrastruttura. VMware mette a disposizione tutti gli strumenti in versione trial per 60 giorni, più che sufficienti per capire e destreggiarsi con vSphere.
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Personalmente non sono mai stato un grandissimo fan Apple, nonostante questo riconosco le grandi doti di Steve Jobs. Da quando è rientrato in Apple il suo carisma e la passione dedicata al lavoro ha portato la società ad un valore di mercato stupefacente, il più alto in assoluto. Tutto questo nel giro di pochi anni. Oggi infatti, a poche ore dalla sua morte, le personalità più importanti del settore lo hanno voluto ricordare, elogiandone le qualità di CEO ( Mark Zuckerberg, Bill Gates, Larry Page, Sergey Brin, Steve Ballmer, Steve Wozniak, G.S. Choi, Michael Dell, ecc. ).
Per molti Steve non è stato solo un inventore e un imprenditore ma un vero e proprio maestro di vita. Basti ricordare il famosissimo discorso tenuto a Standford nel 2005.
Anche noi quindi, nel nostro piccolo, vogliamo ricordarlo e dargli il posto che si merita nella storia.
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Oggi vediamo come installare VMware tools su una macchina virtuale Debian 6.0. Questo pacchetto serve per migliorare l'esperienza d'uso della macchina virtuale, non è obbligatorio installarlo anche se è caldamente consigliato. Il procedimento è del tutto simile anche su altre distribuzioni Linux.
Avviate la macchina virtuale. Quando siete operativi selezionate VM -> Install VMware tools ( da VMware Workstation ). Ora copiate il pacchetto "VMwareTools-x.x.x-xxxxxx.tar.gz" nella vostra home ed estraete il tutto.
Prima di procedere con l'installazione vera e proprio dovrete soddisfare delle dipendenze.
$ apt-get install gcc make
$ apt-get install linux-headers-$(uname -r)
Terminata l'installazione dal terminale andate nella cartella in cui avete scompattato l'archivio e date il seguente comando:
$ sudo perl vmware-install.pl
L'installazione inizierà vi basterà premere invio un po' di volte ( i parametri di default vanno benissimo ) per terminare il processo. Una volta terminata l'installazione date il comando "$ sudo reboot" per riavviare il sistema.
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