L’Italia sta per dare il via alla costruzione di 8-10 centrali atomiche di III generazione basata sull’uso di uranio 235. Si calcola che la prima pietra sarà posata nel 2018.L’obiettivo sarebbe quello di arrivare almeno al 20% di energia erogata tramite il nucleare. Con 2 centrali nucleari di IV generazione (ultima), si potrebbe raggiungere l’autosufficienza. Punto a sfavore rimane che l’ U235 sarà disponibile sulla nostra terra ancora per una ottantina d’anni data la sua scarsa presenza e la grande domanda per produrre energia. L’investimento sul nucleare continua e oltre a essere già presenti centrali capaci di usare il plutonio 238 ( detti autofertilizzanti ) sarà possibile usare il thorio 232:un materiale più sicuro, più presente sulla terra e con minori problemi riguardanti lo smaltimento delle scorie. Gli attuali reattori di III generazione sono l’europeo Epr Areva e l’Api1000 Wstinghouse. L’Epr ha un costo di 3 miliardi di euro e può erogare energia fino a 1600 megawatt. In più sono già da molto tempo usate tecniche per riciclare le barre di uranio diminuendo le scorie e riducendone il decadimento nel tempo.

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